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Ultimo aggiornamento il 07/12/2016 alle ore 20:34

Attualità e Politica

01/06/2016 | 16:01

Giochi, Consiglio di Stato: “Nuovi requisiti per concessionari slot contrari a principi europei”

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ROMA -  Le disposizioni previste dalla legge di stabilità 2011 su nuovi requisiti dei concessionari slot “sembrerebbero porsi come effettive limitazioni contrastanti con la libertà di stabilimento delle imprese nei paesi dell’Unione Europea, con la libera prestazione dei servizi e con il divieto di restrizioni ai movimenti di capitali tra gli stati membri”. Questa la motivazione che ha spinto la Quarta sezione del Consiglio di Stato a rinviare alla Corte di Giustizia Europea il ricorso presentato da Global Starnet (rappresentata dal professor Stefano Vinti e dagli avvocati Andrea Scuderi, Carmelo Barreca e Benedetto Giovanni Carbone) sugli obblighi di solidità richiesti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli agli operatori delle slot machine. Una decisione che arriva dopo il parere della Corte Costituzionale dello scorso anno, sempre sulla stessa questione: la Consulta aveva stabilito, a marzo 2015, che gli interessi pubblici prevalgono su quelli economici delle aziende, e che dunque le condizioni dei concessionari possono essere inasprite, con l’unico limite della proporzionalità rispetto agli obiettivi da raggiungere. La Quarta sezione rileva però che in questo caso “si dovrebbe fare applicazione di una normativa nazionale in ordine alla quale osterebbero le disposizioni ed i principi europei”. Le disposizioni previste dalla legge di stabilità si porrebbero come “effettive limitazioni” in contrasto “con la libertà di stabilimento delle imprese nei paesi dell’Unione Europea, con la libera prestazione dei servizi e con il divieto di restrizioni ai movimenti di capitali tra gli stati membri”, poiché sanciscono “anche a carico di soggetti già concessionari nel settore della gestione telematica del gioco lecito, nuovi requisiti ed obblighi per il tramite di un atto integrativo della convenzione già in essere (e senza alcun termine per il progressivo adeguamento)”. LL/Agipro

 

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