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Attualità e Politica

09/12/2015 | 13:02

Regolamenti anti-slot, Consiglio di Stato smentisce Monopoli: "Tutela del territorio non è di competenza statale"

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ROMA - E' legittimo l'intervento sul territorio degli enti locali quando in ballo c'è la prevenzione della ludopatia. La Seconda sezione consultiva del Consiglio di Stato ha respinto così il ricorso straordinario presentato da alcuni gestori di Anacapri contro il regolamento approvato con referendum lo scorso maggio sulle distanze minime (almeno 150 metri) delle sale giochi dai luoghi sensibili. Il Collegio non ha ritenuto valide le argomentazioni presentati dai ricorrenti e dall'Agenzia Dogane e Monopoli, che "in adesione all'impugnativa" aveva ribadito il modello statale di gestione del gioco: "Riserva statale e modello organizzativo prescelto - ha sostenuto l'Amministrazione - presuppongono e impongono una 'regia' regolatoria unitaria come tale adatta ad assicurare un sufficiente grado di uniformità, conoscenza e prevedibilità delle scelte operative d’insieme, anche a beneficio dei partner necessitati e privati dello Stato, quali suoi concessionari". Secondo l'Amministrazione, "la logica e la coerenza dell’intero impianto organizzativo-regolatorio sarebbe compromessa, se si tollerasse che singoli comuni possano, in totale autonomia e in considerazione di logiche valutative e conseguenti scelte, lacerare unilateralmente il tessuto regolatorio generato a livello statale nella materia in questione".

Principi che però secondo la Seconda sezione non reggono. I giudici ribadiscono come "si ammette il legittimo esercizio delle potestà regolamentari degli enti locali di intervenire per regolare la materia in questione" e sottolineano "la significativa evoluzione della giurisprudenza amministrativa in materia", soprattutto dopo i regolamenti in materia approvati (e poi contestati in varie sedi dei tribunali amministrativi) da diverse regioni. Anche la Corte Costituzionale, ricorda Palazzo Spada, ha stabilito che disposizioni del genere "sono dichiaratamente finalizzate a tutelare soggetti ritenuti maggiormente vulnerabili" e pertanto "la normativa in materia di gioco d’azzardo non è riferibile alla competenza statale esclusiva in materia di ordine pubblico e sicurezza, ma alla tutela del benessere psico-fisico dei soggetti maggiormente vulnerabili e della quiete pubblica", che rientra nelle attribuzioni del Comune. "Si tratta di una decisione significativa - spiega l'avvocato Cino Benelli, esperto di gaming - In questo caso i ricorrenti avevano l'appoggio dell'Amministrazione e tuttavia  - nonostante l'appoggio dei Monopoli - i Giudici hanno legittimato l'intervento sul territorio degli enti locali". LL/Agipro

 

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