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Ultimo aggiornamento il 07/12/2016 alle ore 20:34

Attualità e Politica

28/01/2016 | 09:47

Corte Ue condanna l'Italia: cessione rete scommesse è contraria a diritto europeo

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corte ue lussemburgo laezza

LUSSEMBURGO - Gli articoli 49 e 56 del Trattato Ue devono essere interpretati nel senso che "ostano a una disposizione nazionale restrittiva, come quella del caso Laezza, che impone al concessionario di cedere a titolo non oneroso - alla scadenza della concessione - l'uso dei beni materiali e immateriali di proprietà che costituiscono la rete di gestione e raccolta del gioco, qualora questa restrizione ecceda quanto è necessario al conseguimento dell'obiettivo effettivamente perseguito dalla disposizione stessa. Spetterà al giudice del rinvio verificare tale circostanza". Questo il testo della sentenza pronunciata dalla Corte di Giustizia Europea, pochi minuti fa, a conclusione del caso Laezza, originato dal sequestro di un’agenzia del bookmaker inglese Stanleybet. NT/Agipro

 

Sentenza corte Ue su caso-Laezza: "Cessione dei beni impedisce profitto delle imprese"

LUSSEMBURGO - "Il rischio per un’impresa di dover cedere, senza contropartita economica, l’uso dei beni in suo possesso può impedire a detta impresa di trarre profitto del proprio investimento". È uno dei passaggi decisivi della sentenza sul caso Laezza, appena pronunciata dalla Corte di Giustizia UE del Lussemburgo. Il Governo italiano, prosegue la sentenza, sostiene che la disposizione è giustificata dall’interesse a garantire la continuità dell’attività legale di raccolta di scommesse. "L’individuazione degli obiettivi effettivamente perseguiti dalla convenzione rientra comunque nella competenza del giudice del rinvio", è scritto ancora. In ogni caso, l’obiettivo di continuità dell’attività di raccolta di scommesse potrebbe essere conseguito con la cessione forzata, concludono i giudici comunitari, "ma a titolo oneroso a prezzi di mercato" dei beni in questione. Bocciata anche la procedura di cessione della rete, che avviene solo soltanto dietro richiesta dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: "Le condizioni e le modalità di una gara d’appalto devono essere formulate in modo chiaro, preciso e univoco".  NT/Agipro


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