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Ultimo aggiornamento il 02/12/2016 alle ore 18:12

Attualità e Politica

28/01/2016 | 11:09

Sentenza Ue sul caso Laezza, Garrisi (board Stanleybet): "Parteciperemo a gara, ora costruire insieme regole del sistema"

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garrisi stanleybet

LUSSEMBURGO - Giovanni Garrisi, membro senior del board Stanleybet, commenta ad Agipronews la sentenza sul caso Laezza, a margine della lettura in Corte di Giustizia Ue. 

Quali sono gli effetti della sentenza?
"Viene confermata la correttezza della posizione dei ctd Stanleybet e della compagnia stessa, riconosciuta ancora una volta discriminata dall'ultima gara Monti bandita dallo Stato italiano. Sbaglieremmo però se eccedessimo nella nostra soddisfazione per il risultato conseguito, non vogliamo trasformare questa vittoria in un nuovo contenzioso con le autorità italiane. Dobbiamo invece cercare insieme le soluzioni migliori, nell'interesse dello Stato, della Stanleybet, di tutti i concessionari e della rimanente parte della rete parallela, che probabilmente non vede l'ora - così come Stanleybet - di poter entrare nel sistema. A condizioni però onorevoli". 

Cosa cambia in vista delle prossime gare?
"Non molto, la Stanleybet ha già dichiarato che vi parteciperà. È però importante che anche noi possiamo dare il nostro contributo, per evitare il rischio di nuovi contenziosi futuri. Stanleybet e gli altri operatori della rete parallela saranno tanto più entusiasti ad entrare nel sistema quanto sara sicuro che il futuro sistema non possa essere più messo in discussione".

Quale sarà la strategia nei prossimi mesi?
"Intendiamo proseguire nell'attività di preparazione di un'autorevole partecipazione alla prossima gara, mettendo a frutto l'enorme numero di contatti che abbiamo acquisito non appena si è diffusa la notizia della nostra partecipazione. Saremo presenti a Enada, a metà marzo: sarà una grande occasione di incontro e confronto con tutti gli operatori del settore. Mi sia consentito lanciare un appello di unità ai concessionari che in questi quindici anni di battaglie hanno sofferto almeno quanto noi: costruiamo insieme al regolatore il sistema concessorio del futuro. Tutti dobbiamo garantire che sia realmente aperto e non discriminatorio". 


NT/Agipro

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