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Ultimo aggiornamento il 05/12/2016 alle ore 16:54

Attualità e Politica

10/11/2016 | 17:53

Riordino Giochi, la proposta del Governo: 130 mila slot in meno entro l'anno. Drastica riduzione dei punti vendita

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giochi proposta governo

ROMA - «Prendo positivamente atto della sostanziale condivisione, da parte di Regioni ed enti locali, del documento presentato dal Governo sulla riforma dei giochi». Dopo mesi di discussioni, rinvii e fumate nere, Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia, può finalmente ritenersi soddisfatto, al termine della seduta odierna della Conferenza Unificata. Alla base della proposta fatta agli enti locali c'è la significativa riduzione, circa il 33%, delle slot sul territorio nazionale: gli apparecchi passeranno entro il 2017 dagli attuali 398 mila presenti sul mercato a 265 mila. Le macchine saranno quindi 133mila in meno: 114 mila saranno tolte da bar e tabacchi (oggi sono 221 mila) e 19 mila dagli esercizi generalisti secondari.

Forte anche la riduzione dei punti vendita abilitati alla installazione delle slot. Oggi sono circa 90 mila (di cui 56 mila bar, 13 mila tabacchi e il resto diviso fra sale giochi, Bingo e scommesse), con la riforma diverranno in una prima fase circa 60 mila (con l'eliminazione delle citate 133 mila slot), poi il taglio sarà ancora più drastico, perché nella proposta del Governo si parla di una successiva, “programmata eliminazione” delle slot da bar e tabacchi. In questo modo, i locali in cui saranno presenti le slot si ridurranno a 10 mila sale scommesse (come previsto dalla Legge di Stabilità 2016) 5 mila sale giochi e 3 mila sale Vlt e Bingo. A queste si aggiungeranno gli esercizi che potranno ospitare gli apparecchi in locali separati e che saranno divisi in esercizi di “classe A” e “classe B”. I punti vendita di classe A dovranno rispettare alcune regole (controllo all'ingresso, rispetto di vincoli architettonici, formazione degli addetti, misure anti ludopatia) e non saranno soggetti ai divieti imposti dai comuni, relativi alla distanza da punti sensibili (scuole, ospedali, ecc). I punti vendita di classe B saranno invece soggetti alle restrizioni regionali e comunali e dovranno comunque ottemperare ad alcune normative riguardanti metratura e presenza di aree separate.

La prospettiva di una forte riduzione dei punti vendita ha permesso al Governo di ammorbidire la resistenza degli enti locali, attestati fin dall'inizio della trattativa su una linea di forte intransigenza. Le posizioni rimangono invece ancora piuttosto distanti per quanto riguarda l'orario di apertura delle sale: il Governo propone 12 ore, gli enti locali chiedono di scendere a un massimo di 8-10 ore.

Tra le altre misure previste, una riguarda in particolare le Videolottery: saranno vietate giocate di valore superiore a 200 euro. Oggi è possibile introdurre nell'apparecchio anche 500 euro.

MF/Agipro

Riordino Giochi: l'accordo fra Governo ed enti locali sbloccherebbe i bandi di gara
 

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