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Ultimo aggiornamento il 10/12/2016 alle ore 20:48

Attualità e Politica

26/07/2016 | 15:28

Riordino giochi, la proposta Acadi: drastica riduzione degli apparecchi nelle sale non dedicate

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ROMA - Eliminare gli apparecchi negli "esercizi secondari" (ristoranti, alberghi e stabilimenti balneari) e una riduzione nei negozi non specializzati come bar e tabaccherie: è la proposta contenuta nel Libro bianco di Acadi presentato oggi a Roma. L’ipotesi proposta da Acadi è il divieto di commercializzazione dei giochi pubblici negli esercizi secondari, e anche nei bar e nelle tabaccherie/ricevitorie con dimensione inferiore ai 20mq. Proposta, inoltre, «una riduzione graduale del numero massimo di apparecchi installabili per corner e ricevitorie dagli attuali 8 a 5 e per i bar dagli attuali 8 a 4». Gli apparecchi, dunque, «non potranno essere più installati negli stabilimenti balneari, nei circoli privati, negli alberghi, nei ristoranti e nelle edicole (nella rete attuale, equivalenti a circa 20.000 apparecchi e 7.000 esercizi)», con l'obiettivo di arrivare a una «rapida diminuzione del numero di AWP installate sul territorio».
Ad oggi, specificano dall'associazione, i punti di gioco «sono circa 8.500 (compresi i CTD regolarizzati dal punto di vista fiscale nel corso del 2015 e del 2016)», mentre i negozi non specializzati sono circa 85.000. Poichè gli interventi restrittivi dell’offerta legale «non proteggono la salute dei giocatori, non potendo incidere sulle cause della diffusione di fenomeni di consumo di gioco inconsapevole e incontrollato», l'associazione ritiene «essenziale un cambiamento di direzione della regolazione» del settore, che debba «essere improntata assumendo la centralità del ruolo dei concessionari». L'obiettivo della proposta è di «garantire comunque la presenza di un numero di punti vendita di offerta del gioco legale sul territorio» che sia «adeguato ad assicurare il numero di 265.000 apparecchi al 1° gennaio 2020», come previsto dalla legge di stabilità.  MSC/Agipro

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