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Ultimo aggiornamento il 08/12/2016 alle ore 17:35

Attualità e Politica

11/11/2015 | 12:52

Gioco online, Di Feo (Ceo Active Games): "Limiti a pubblicità non chiari favoriscono operatori illegali, licenze online ok se si semplificano oneri" (2)

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gioco online di feo

La strada per gli operatori resta dunque quella dell'individuazione di partner?


Tutti - sia gli operatori business-to-business sia quelli business-to-consumer - dovranno essere aperti a partnership che mescolino competenza locale e dimensioni internazionali. L'innovazione di prodotto sarà ancor più di prima il miglior marketing possibile, ma serviranno persone in grado di indirizzare gli investimenti nella direzione giusta. Ci sarà una ripresa del valore della conoscenza locale: i metodi a cui molti operatori internazionali hanno fatto ricorso, come le campagne media centralizzate legate allo sport gestite dall’estero, non saranno possibili. Ci saranno altri modi e altri prodotti e la capacità dei singoli farà la differenza. Cambieranno di nuovo i modelli organizzativi delle multinazionali, riequilibrando l’attuale eccessivo peso delle funzioni rispetto alle nazioni. Oltre vent’anni fa, quando ho preso il mio MBA alla Columbia University, c’era già un corso su come gestire le situazioni in cui si trovano business “sensibili” come il gioco. Non siamo di fronte a trend nuovi e non è impossibile gestirli.

 

Cosa pensa del rinnovo delle concessioni online e del suo effetto sul mercato?


Il costo delle concessioni mantenuto agli stessi livelli di prima, nonostante la crisi di alcuni prodotti e l’aumento della competizione, porterà alla fine pochi vantaggi per le casse dello Stato. Meglio sarebbe abbassare il costo o renderlo variabile, in modo da tenere tutti quelli che già ci sono e inserire nel sistema tutti quelli che operano da fuori.  La paura, in qualche modo simile al dibattito sulla rete fisica, non è tuttavia il costo della concessione, ma sapere cosa conterrà e come verrà gestita. L’Italia - secondo la mia esperienza in diversi paesi del mondo - è oggi il paese al mondo dove è più complesso aprire un sito di gioco e lavorare. Il gioco online evolve continuamente, ora l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli deve riprendere il passo che ne aveva fatto un modello per l’Europa. Si perdono decine di milioni di euro e si favoriscono gli operatori illegali perché non viene adeguato un sistema di certificazioni e collaudi obsoleto rispetto alla complessità del mercato; la stessa identica azione richiede un giorno in altre nazioni oppure mesi e migliaia di euro di costi in Italia, due estremi entrambi sbagliati. Così i nostri casinò sono versioni povere di quelli esteri. Il bingo online, poi, non intercetta la domanda, lasciandola al mercato non autorizzato, perché attende da anni la firma di atti normativi a mio avviso di fonte sproporzionata rispetto ai temi dell'aggiornamento tecnico e dell’inserimento di dettagli come l'ambo. Abbiamo l’unico caso di un prodotto che viene offerto su Internet “a orario”, solo durante la chiusura dei negozi, ovvero il Lotto, portando magari gli italiani a giocare sulle lotterie estere. Mi sembra che spesso si guardi troppo alle sensazioni che evocano le parole e poco al reale contenuto che si cela dietro di esse. Certificazione non vuol dire sicurezza. (fine)  NT/Agipro

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