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Ultimo aggiornamento il 07/12/2016 alle ore 20:34

Attualità e Politica

13/01/2016 | 11:50

Operazione "The Imitation Game", Gdf: «Re delle slot al vertice dell'organizzazione, era 'cerniera' con i clan»

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imitation game

ROMA - «Associazione a delinquere a carattere transnazionale, volta a commettere una serie indeterminata di reati attraverso una rete illegale di gioco online, aggirando la normativa di settore e omettendo il versamento dei tributi erariali»: è questo il reato per cui gli agenti del Servizio Centrale Operativo (SCO) della Polizia, la Squadra Mobile della Questura di Roma e il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza (SCICO) hanno arrestato 11 persone, tra cui Luigi Tancredi, «considerato il vertice dell’organizzazione criminale», per il quale è stata «riconosciuta l’aggravante “mafiosa”, poiché ha avvantaggiato il clan dei Casalesi nell’affermarsi nel settore delle scommesse illecite online». E' quanto si legge in una nota delle Fiamme Gialle.
Il Tribunale di Roma «ha inoltre disposto il sequestro di numerosi beni mobili ed immobili per un valore di circa 10 milioni di euro, tra i quali spiccano società che hanno tra i propri asset sale giochi e attività di ristorazione oltre ad autovetture, correnti e depositi bancari». Tra gli arrestati Nicola Femia, boss della ‘ndrangheta, «che dalla provincia di Ravenna dirigeva, sul territorio nazionale ed estero, un’intensa attività illecita nel settore del gioco online e delle videolottery». Tancredi, invece, «è risultato essere l’indispensabile cerniera tra gli interessi della criminalità organizzata nei forti guadagni derivanti dal gioco illecito ed il mondo della tecnologia informatica, in virtù delle sue capacità di realizzare “chiavi in mano” risorse web dedicate al gioco online». Secondo quanto riportano le Fiamme Gialle, Tancredi «pur non essendo affiliato direttamente a nessun clan, si è rivolto a soggetti appartenenti ad organizzazioni di stampo mafioso al fine di poter garantire una diffusione più rapida del suo “prodotto”, consentendo agli stessi di ottenere ingenti guadagni illeciti ed aumentando i suoi stessi profitti» e «ha ricoperto un ruolo primario, e quasi monopolistico, nella gestione dei cosiddetti “totem” per le scommesse via web». (SEGUE) 

 

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