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Ultimo aggiornamento il 09/12/2016 alle ore 10:30

Attualità e Politica

06/05/2016 | 16:43

Gara Monti, Tribunale di Frosinone su caso Stanleybet: “Cessione dei beni plateale distorsione della concorrenza”

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ROMA - La cessione gratuita della rete scommesse a fine concessione è una “plateale distorsione della concorrenza imprenditoriale”. Duro giudizio del Tribunale del Riesame di Frosinone nei confronti della clausola del Bando Monti dichiarata illegittima dalla Corte di Giustizia Europea lo scorso gennaio. Si chiude così il cerchio della causa sollevata in Lussemburgo da Stanleybet e sfociata nell’ordinanza di ieri sul caso specifico che ha dato avvio al contenzioso. Il Collegio di Frosinone ribadisce con forza la valutazione dei giudici comunitari nell’ordinanza sul ricorso di Rosaria Laezza - rappresentata dall’avvocato Daniela Agnello - titolare di un centro scommesse di Frosinone collegato al bookmaker britannico sottoposto a sequestro preventivo.

L’obbligo di cessione, si legge nel documento che Agipronews ha potuto visionare, “non risulta che sia stato imposto ai precedenti concessionari” e dunque già sotto tale profilo “esiste oggettiva disparità”. Il Tribunale ritiene inoltre che la clausola non abbia niente a che fare con gli obiettivi previsti dalla legge sulla tutela dei consumatori, né che possa “garantire la continuità dell’attività autorizzata di raccolta delle scommesse”. Da qui, secondo i giudici, la manifesta distorsione dei principi di concorrenza. La norma sulla cessione dei beni ha avuto “un impatto significativo in termini di deterrenza sulla decisione di Stanleybet di partecipare alla gara in questione” e il Collegio - ricordando che la norma è stata abrogata nell’ultima legge di stabilità - conclude che alla società “non sia stato reso possibile conseguire, in condizioni di piena eguaglianza concorrenziale, la concessione che avrebbe abilitato la ricorrente a ottenere la licenza”. LL/Agipro

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