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Ultimo aggiornamento il 09/12/2016 alle ore 16:24

Attualità e Politica

22/10/2015 | 16:11

Legge di stabilità, Passamonti (Sgi): "Bando scommesse a rischio bluff, non superare i 15mila punti"

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ROMA - "Non superare la soglia dei 15mila punti scommesse per evitare un aumento sproporzionato dell’offerta di gioco che a oggi, secondo le stime di Sistema Gioco Italia, conta una rete del betting composta da circa 14mila punti. E inoltre, abrogare la norma che prevede la riapertura dei termini per la regolarizzazione dei centri non connessi alla rete, che secondo le previsioni dovrebbe comportare un’emersione di altri 5 mila punti, per un totale virtuale di circa 20mila. Del resto, un simile tentativo di regolarizzazione è già fallito lo scorso anno". E’ quanto dichiara Massimo Passamonti, Presidente di Sistema Gioco Italia, che aggiunge: "Il nuovo bando rischia di rivelarsi un bluff. Si cerca di vendere qualcosa di cui non si ha la disponibilità".

Per quanto riguarda la regolarizzazione dei centri scommesse non connessi alla rete Passamonti spiega che "si tratta di un tentativo già operato lo scorso anno, con una previsione di circa 7mila punti. Il risultato ottenuto è stato di soli 2mila, con un vero e proprio flop in termini di gettito erariale. Non è un caso che, per il momento, alla voce regolarizzazione dei centri non connessi alla rete la Stabilità, da quanto emerge dalle bozze in circolazione, abbia associato una previsione di incassi finora pari a zero”.

"Ma dal punto di vista erariale – aggiunge - è necessario ricordare che anche dal bando previsto in Stabilità le casse dello Stato rischiano di ottenere davvero ben poco, se non nulla, almeno fino a quando lo Stato tenterà di vendere qualcosa di cui, di fatto, non ha disponibilità. Se non sarà risolto infatti il conflitto tra la natura nazionale delle concessioni e le norme e i regolamenti emanati di recente da diversi enti locali, che impediscono l’apertura sul territorio di punti scommesse e raccolta gioco, tali iniziative risulteranno completamente inutili e dannose dal punto di vista erariale. Con la conseguenza ulteriore che mentre la norma sulla regolarizzazione consentirebbe ai centri che hanno sanato la loro posizione di superare la scadenza del giugno 2016, prevista dalla gara per i centri regolari, e arrivare fino al 2017, i centri in regola rischiano invece di non allocale la concessione di cui si è acquisito il diritto.

E conclude: “Si faccia chiarezza dunque e si tenga a mente, soprattutto quando si prevedono ulteriori aumenti del Preu, che il settore del gioco, composto da oltre 6.600 aziende sane e 140 mila lavoratori, in 2 anni ha già fatto fronte ad aumenti fiscali per più di 3 miliardi”.  RED/Agipro

 

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