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Ultimo aggiornamento il 03/12/2016 alle ore 20:21

Attualità e Politica

01/09/2016 | 15:33

Limiti orari a Napoli, Panini (ass. Attività Produttive): «Niente stop a regolamento, allo studio misure per tutela occupazione»

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ROMA - Arriva il primo no del Comune di Napoli alle richieste dei gestori di sale da gioco sul regolamento che disciplina gli orari di apertura e degli esercizi. L’assessore al Lavoro e alle Attività Produttive, Enrico Panini, ha ribadito ad Agipronews la legittimità dell’ordinanza entrata in vigore il 17 agosto, che prevede le attività esclusivamente dalle dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23. «Vanno trovate risposte alle ricadute economiche e occupazionali, così come accade - ad esempio - quando chiude una centrale a carbone. E’ chiaro che in un caso del genere si attivano tutti i meccanismi di assistenza ai lavoratori, ma ciò non comporta la riapertura della centrale». Un paragone che, di fatto, sbarra la porta alle richieste delle associazioni dei gestori che chiedevano la modifica delle fasce orarie: «Abbiamo concesso otto mesi di tempo per l’entrata in vigore dei nuovi orari - continua Panini - Sono dispiaciuto che tutto questo tempo non sia stato sfruttato per riorganizzare il sistema. Tutti sono andati avanti come se nulla fosse, e l’impatto del regolamento è stato pesante». Dall’approvazione del regolamento, nel dicembre 2015, sono anche arrivati i primi ricorsi al Tar con relative bocciature da parte dei giudici; prossimo appuntamento nei tribunali amministrativi è fissato al 6 ottobre, quando il Consiglio di Stato si pronuncerà su due richieste di sospensiva.  LL/Agipro

 

Limiti orari a Napoli, Panini (ass. Attività Produttive): «Niente stop a regolamento, allo studio misure per tutela occupazione» (2)

ROMA - Nel frattempo l’assessore assicura che il Comune si occuperà della situazione complicata in cui versano le sale da gioco e le sale scommesse: «Ieri abbiamo incontrato i dipendenti di alcune sale bingo, che ci hanno avvisato sul rischio di procedure di immobilità - dai licenziamenti alla cassa integrazione - da parte dei loro datori di lavoro. Ho spiegato il senso del regolamento e ho dato la nostra disponibilità a sostenere un’eventuale procedura di crisi da presentare in Regione». Panini sottolinea che «non è la prima volta che nel nostro Paese, a fronte di temi come salute e ambiente, ci si trova di fronte alla necessità di tutelare il lavoro pur sostenendo processi riformatori», e il contrasto al gioco patologico è uno dei percorsi imprescindibili del Comune. «La nostra ordinanza è molto simile a decine di altri regolamenti con i quali i Comuni intervengono in una situazione con aspetti quantitativi particolarmente rilevanti e non è un caso che il gioco patologico sia stato incluso nei LEA. Le fasce orarie non vogliono impedire il gioco, ma porre alcuni argini e contenere gli effetti dell’eccesso». Panini chiarisce poi la questione dei ‘corner’, di fatto esclusi dall’ordinanza: «Il punto di partenza per regolamenti di questo tipo è l’attività prevalente del negozio: la sala da gioco offre gioco, il bar offre altri prodotti. So che sembra una contraddizione, ma a oggi leggi e norme che sovrintendono la legittimità dei nostri atti impongono dei binari e dei vincoli che vanno rispettati, altrimenti tali atti sarebbero illegittimi. LL/Agipro

 

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