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Ultimo aggiornamento il 02/12/2016 alle ore 18:12

Attualità e Politica

14/07/2016 | 14:32

Operazione "Gambling", ordinanza di richiesta di giudizio della Dda reggina: i due consulenti maltesi escono dall'inchiesta, Mef e Adm "persone offese"

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operazione gambling dda reggio calabria

ROMA - Betuniq e Betsolution4U - insieme fino al 2011 - si erano separate in due gruppi operativi, anche se la proprietà era riconducibile, alla fine di una lunga filiera di società, alla fiduciaria maltese Gvm Holding, partecipata dalla MRR Services, il cui capitale è interamente detenuto da David Gonzi, avvocato e figlio dell'ex premier maltese. E' quanto conferma la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria nell'ordinanza - che Agipronews ha potuto leggere - di richiesta di rinvio a giudizio per 111 indagati, depositata al termine di dodici mesi di indagini successive all'operazione "Gambling" dello scorso luglio che portò all'arresto di 41 persone e al sequestro di beni per due miliardi di euro. Proprio Betuniq e Betsolution4U sono considerate dall'Antimafia reggina gli strumenti dell'organizzazione. Dal provvedimento della Procura mancano, in ogni caso, i nomi dei due professionisti maltesi di cui si erano serviti gli imprenditori per la costituzione delle società operative: lo stesso David Gonzi e il consulente Iosif Galea, che era formalmente il "direttore" di Betsolution4U. Una scelta investigativa che, secondo fonti interpellate da Agipronews, pare dettata dal convincimento dei procuratori sulla natura solo "tecnica" della consulenza di Gonzi e Galea. Nessun coinvolgimento, insomma, nell'attività del gruppo - ritenuta illegale dai procuratori - che ha portato all'incriminazione di 128 persone, alcune delle quali sono già da qualche giorno sotto processo con il rito abbreviato.

Si terrà invece il 20 luglio l'udienza preliminare per gli altri 111 indagati, in cui sono compresi Mario Gennaro (da qualche mese collaboratore di giustizia) e Domenico Lagrotteria, vale a dire i vertici di Betuniq e Betsolution4U. Nel procedimento sono coinvolti, a vario titolo, anche i principali collaboratori, i consulenti legali e amministrativi e i "master" commerciali sul territorio dei due brand maltesi. Secondo quanto appreso da fonti legali, il 20 luglio si procederà in prima battuta alla discussione delle posizioni degli indagati ancora reclusi, in carcere o agli arresti domiciliari, e che comunque hanno a carico una misura restrittiva della libertà personale: la decisione del Gup Marino su un eventuale rinvio a giudizio o su un'archiviazione è attesa nel giro di poche ore, al termine dell'udienza. Solo in un secondo momento, forse addirittura dopo la pausa estiva dei tribunali, si discuterà la posizione di chi è indagato ma a piede libero. In ogni caso, l'ipotesi più probabile è che si arrivi a un "maxiprocesso Gambling" in autunno. I reati indicati nell'ordinanza di richiesta di rinvio a giudizio sono associazione a delinquere (ma per 11 persone l'accusa riguarda l'associazione a delinquere di stampo mafioso), esercizio abusivo di scommesse, omessa dichiarazione dei redditi e IVA, truffa aggravata ai danni dello Stato, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e reimpiego dei proventi di delitto. Dall'avviso inviato alle parti dal Gup Nicolò Marino - in passato procuratore antimafia a Caltanissetta ed assessore regionale all'Energia - emerge infine che Ministero dell'economia e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sono "persone offese" nel procedimento.  
NT/Agipro

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