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Ultimo aggiornamento il 03/12/2016 alle ore 20:21

Attualità e Politica

03/08/2016 | 16:37

Riordino giochi, accordo Stato-enti locali a settembre: incassi delle gare solo nel 2017, per lo Stato un buco da 500 milioni

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ROMA - Un buco da 500 milioni per le casse dello Stato: è l'effetto del mancato accordo sui giochi tra Stato ed enti locali. Sia l'assegnazione delle concessioni sia l'incasso dei bandi di gara - previsti dalla legge di stabilità 2016 - slitteranno quindi al prossimo anno: 410 milioni dai 15 mila diritti delle scommesse e oltre 73 milioni dalla gara per 210 sale Bingo. Nel corso della Conferenza Unificata di oggi - malgrado i "passi in avanti" confermati dal sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta e dal presidente delle Regioni Stefano Bonaccini - è arrivato un nuovo rinvio: resta sul tavolo il "no" di alcune Regioni alla proposta del Governo, sopratutto in merito alla classificazione delle sale e al rispetto delle distanze dai punti sensibili (tra i 300 e i 500 metri) fissate dalle leggi regionali. Le parti si sono date appuntamento alla prossima Conferenza unificata, il 15 settembre, per continuare la discussione ma non c'è più tempo per incassare il denaro previsto dal Governo in legge di stabilità: i bandi potranno essere emanati solo dopo la (eventuale) firma dell'accordo e dopo il parere - previsto dalla legge - del Consiglio di Stato, quindi non prima di novembre-dicembre. Sia l'assegnazione delle concessioni che l'incasso per lo Stato slitteranno quindi al 2017. 

Oltre alla questione di cassa per il 2016, una soluzione condivisa da Stato e Regioni sulla distribuzione appare fondamentale anche in prospettiva perché - senza un'intesa - le gare rischiano in ogni caso di andare deserte in almeno dieci regioni. Secondo un'analisi delle normative locali in vigore, si tratta di Abruzzo, Toscana, Liguria, Puglia, Basilicata, Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, oltre alla provincia autonoma di Bolzano, dove dal primo gennaio scorso sono già effettive le disposizioni che prevedono distanze (tra 300 e 500 metri, ndr) delle agenzie di scommesse da luoghi indicati sensibili, come scuole, ospedali, luoghi di culto, centri di aggregazione sociale anche per le autorizzazioni già esistenti ma scadute. La prossima regione a eliminare il gioco a 300 metri dai luoghi sensibili sarà la Liguria, che fissa al 1 maggio 2017 la scadenza di tutte le autorizzazioni, mentre in Abruzzo e Puglia si guarda a novembre e dicembre 2018, anche se in quest'ultimo territorio la norma sul 'distanziometro' contenuta nella legge regionale è stata rinviata dal Tar Puglia alla Corte Costituzionale. Ottobre 2019, invece, è il termine fissato dalla legge regionale della Basilicata, mentre in Lombardia la data coincide con la scadenza delle concessioni per gli apparecchi, dunque il 2020. Anche se nella maggior parte delle Regioni il distanziometro vale soltanto per gli apparecchi, il divieto di installazione potrebbe essere un deterrente decisivo per gli operatori di scommesse, che registrano una parte consistente dei ricavi proprio dal business delle slot.
NT-SA/Agipro

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