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Ultimo aggiornamento il 09/12/2016 alle ore 20:28

Attualità e Politica

17/11/2016 | 14:51

Riordino giochi, Beccalossi (ass.Lombardia): "Patto Regione-Sindaci funziona e il Governo rinvia"

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ROMA - "Una vittoria per la Regione e per i sindaci lombardi, che non sono disposti ad accettare una proposta di riordino sul gioco d'azzardo che annullerebbe gli sforzi fatti finora dagli enti locali per combattere questa patologia. Sfrutteremo questa ulteriore 'pausa di riflessione' per convincere il Governo a mettere più coraggio nel suo provvedimento". E' il commento dell'assessore al Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia Viviana Beccalossi, in merito al possibile nuovo rinvio, in Conferenza Unificata, della discussione sul documento di riordino del settore giochi. 

"Il nostro pressing - ha aggiunto la Beccalossi a margine di un incontro sulla ludopatia tenutosi oggi a Bergamo - ancora una volta ha prodotto risultati. Dopo aver scritto una lettera al presidente del Consiglio Renzi, firmata da tutti i sindaci dei capoluoghi lombardi, nella quale evidenziavamo come fosse a rischio l'ottimo lavoro svolto nel nostro territorio, in questi giorni abbiamo raccolto l'adesione di altre Regioni e dell'Anci, attraverso il sindaco di Catania Enzo Bianco che ho sentito personalmente e che mi ha confermato come in ogni parte d'Italia si registri la preoccupazione degli amministratori locali su questa materia". 

A Bergamo, l'assessore Beccalossi ha partecipato all'evento di presentazione dei 15 progetti contro la ludopatia finanziati da Regione Lombardia con 600.000 euro, che hanno coinvolto 347 partner, tra cui 176 Comuni oltre all'Ats, le scuole, le parrocchie e decine di associazioni del terzo settore. "La strada per combattere questa la ludopatia - ha concluso la Beccalossi- è quella della conoscenza, della prevenzione e del rispetto delle regole. Ora serve un provvedimento nazionale che non può e non deve farci tornare indietro di anni annullando gli effetti della nostra legge regionale, in particolare sul tema delle distanze minime dai luoghi sensibili e sulla possibilità dei sindaci di intervenire sugli orari di apertura delle sale".

RED/Agipro

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