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Ultimo aggiornamento il 08/12/2016 alle ore 17:35

Attualità e Politica

27/09/2016 | 13:17

Scommesse, Cassazione: “Sì al sequestro di denaro se c’è rapporto diretto con un reato”

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scommesse cassazione

ROMA - Il sequestro probatorio in caso di violazione della legge è legittimo se esiste un rapporto diretto tra ciò che viene sequestrato e il reato ipotizzato. È quanto ha ribadito la Terza sezione penale della Corte di Cassazione nella sentenza che rigetta il ricorso di un esercente pugliese a cui il Tribunale di Trani aveva sequestrato poco più di mille euro (1.325) in seguito all’accusa di raccolta illecita di scommesse. “Nel provvedimento di sequestro probatorio del corpo di reato non è sufficiente la mera indicazione delle norme di legge violate - ricorda la Cassazione - ma occorre anche che sia individuato il rapporto diretto tra cosa sequestrata e delitto ipotizzato, e che, quindi, siano descritti gli estremi essenziali di tempo, di luogo e di azione del fatto, in modo che siano specificati gli episodi in relazione ai quali si ricercano le cose da sequestrare”. Rapporto che secondo i giudici è stato correttamente indicato in primo grado: “Il Tribunale del riesame ha giustificato il sequestro della somma di denaro in quanto costituente corpo del reato trattandosi di profitto/provento del reato dell'attività illecita di raccolta di scommesse in assenza di autorizzazione, motivazione congrua e rispettosa avendo evidenziato il Tribunale la relazione immediata tra la cosa e il reato, peraltro neppure contestata dal ricorrente”. LL/Agipro

 

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