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Ultimo aggiornamento il 08/12/2016 alle ore 17:35

Attualità e Politica

14/10/2016 | 10:59

Scommesse, Rossi (sottoseg. Difesa): “Accordo Figc-Intralot non viola le norme sulla pubblicità”

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ROMA - L’accordo tra Figc e Intralot “non aggira le norme sulla pubblicità contenute nella legge di stabilità 2016. Il comma 939 dell’articolo 1 prevede il divieto nelle trasmissioni televisive e radiofoniche dalle 7 alle 22 di ogni giorno, a esclusione delle lotterie nazionali a estrazione differita. Dal divieto sono però escluse le forme di comunicazione indiretta derivanti dalle sponsorizzazioni”. Così Domenico Rossi, sottosegretario alla Difesa, in risposta all’interpellanza urgente alla Camera dei Deputati presentata dal M5S contro la sponsorizzazione tra la società di scommesse e la Federcalcio. “È opportuno rilevare che la Figc ha personalità giuridica di diritto privato e si muove in autonomia - continua Rossi - Altre organizzazioni calcistiche in tutta Europa hanno sponsorizzazioni con il betting, così come le federazioni inglese, francese, spagnola e portoghese”. Riguardo l’accordo in questione, il sottosegretario ricorda che “si tratta di una partnership commerciale, limitata rispetto ad altri sponsor. Riguarda solo la Nazionale maggiore e l’Under 21, non prevede l’uso di calciatori, non prevede la presenza del marchio Intralot sulle maglie e altro materiale tecnico. Durante Italia-Spagna, inoltre, non sono nemmeno apparsi cartelloni pubblicitari. Non ci sono dunque elementi per considerare la sponsorizzazione un aggiramento delle norme”.

Rossi sottolinea poi che nell’interpellanza “non viene distinto il gioco legale da quello illegale, soprattutto online. Si ricorda come primo il scandalo scommesse si è registrato nel 1979/80, mentre scommesse sono state legalizzate a partire dal 1998. L’inchiesta ‘Dirty Soccer ha inoltre documentato che le scommesse illecite vengono effettuate tramite bookmaker stranieri e illegali, fuori dal circuito nazionale. Peraltro - rileva ancora il sottosegretario - l’inchiesta Dirty Soccer è partita proprio da una segnalazione dei Monopoli di Stato, in collaborazione con le autorità. Tale segnalazione è stata possibile perché le scommesse sono affluite nella rete legale e sono state tracciate”. Il Governo “manterrà comunque la massima attenzione e vigilerà sul rispetto delle regole, individuando strumenti per contrastare la ludopatia. Sono in fase di discussione le caratteristiche dei punti vendita di gioco e la loro distribuzione territoriale, proprio per aumentare la sicurezza e tutelare la salute”. LL/Agipro

 

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