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Ultimo aggiornamento il 09/12/2016 alle ore 20:28

Attualità e Politica

25/11/2016 | 15:15

Scommesse, Tribunale civile di Bergamo cancella multa da 30mila euro per slot in centro Stanley: “Operatore discriminato, non c’è illecito”

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ROMA -  “Il fatto illecito non sussiste” e quindi la maxi-multa da 30mila euro per la presenza di sei slot machine in un centro scommesse deve essere annullata. Il Tribunale Civile di Bergamo ha annullato così una sanzione a carico del titolare di un centro scommesse Stanleybet di Bormio - rappresentato dall’avvocato Daniela Agnello - punito dall’Agenzia Dogane e Monopoli della Lombardia per aver installato sei apparecchi in un locale privo della licenza di pubblica sicurezza rilasciata dalla Questura, contravvenendo al divieto fissato dalla legge. La sentenza fa presente che la legge ammette la presenza di apparecchi solo nel caso in cui l’esercente possieda la licenza della Questura. Secondo il giudice Raffaella Dimatteo, però, il caso in questione è di una specie unica: il bookmaker Stanleybet non ha mai ottenuto le autorizzazioni necessarie per la raccolta di scommesse e l’installazione di slot, ma può operare in Italia sulla base delle cause vinte in Corte di Giustizia Europea contro i bandi di gara indetti negli scorsi anni.

“Tali plurime pronunce - ricorda la sentenza - hanno accertato che la normativa italiana ha illegittimamente impedito alla società Stanley di partecipare alle gare per il rilascio delle concessioni statali in materia di giochi pubblici”. Senza concessione, l’autorizzazione di pubblica sicurezza non può essere rilasciata dalla Questura, ma questo requisito “non può essere soddisfatto dai centri Stanleybet perché è l’ordinamento italiano che, violando il diritto dell’Unione, ha impedito alla società inglese di poterla ottenere”. In questo caso, l'assenza di concessione "non può costituire oggetto di sanzioni" nei confronti degli operatori che "illegittimamente" non l'hanno potuta ottenere attraverso una gara. Da qui la conclusione che “il fatto illecito non sussiste e pertanto l’ingiunzione deve essere annullata”; l’ufficio Monopoli della Lombardia, inoltre, dovrà versare le spese di lite (poco meno di 2.800 euro) a favore del titolare del centro Stanley. LL/Agipro

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