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Ultimo aggiornamento il 07/12/2016 alle ore 20:34

Attualità e Politica

05/09/2016 | 16:44

Slot a Firenze, Verona (Astro): “Limiti orari non tutelano i consumatori, serve un approccio selettivo”

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ROMA - L’ordinanza del Comune di Firenze che limita l’orario di funzionamento degli apparecchi per il gioco dalle ore 16,00 alle ore 20,00 “provocherà danni sanitari per incremento della aggressività di gioco e per l’abbassamento della presenza degli apparecchi leciti sul territorio, l’elevazione della appetibilità e redditività delle offerte illegali con seri pericoli di nuove e più incise infiltrazioni delle criminalità organizzata”. E’ quanto spiega Lorenzo Verona, vicepresidente e responsabile territorio dell’associazione Astro, dopo l’entrata in vigore del regolamento. “Firenze è solo l’ultima di una lunga serie di città e paesi in cui la scelta ‘istintiva’ ha guidato l’operato dell’Amministrazione, senza accedere ad un approfondimento generale e tecnico di come il gioco lecito opera in un territorio - continua Verona - e di quali altre soluzioni potrebbero essere adottate per incidere sulle criticità senza compromettere il funzionamento di un intero sistema”. Secondo l’associazione, i limiti orari agli apparecchi rischiano di avere controindicazioni pesanti: “Durante l’orario di spegnimento ‘coatto’ verranno triplicate le vendite degli altri prodotti di gioco. Non ci sarà nessuna contrazione della spesa e nessuna tutela socio-sanitaria. L’effetto sarà opposto: un’impennata del consumo di prodotti di gioco, per di più ‘cronicizzata’ dall’irrazionalità”. Inoltre, continua Verona, “si apriranno le porte del gioco non autorizzato, in un territorio già fortemente caratterizzato da enclave di illegalità storicamente insediate”. La proposta di Astro parte da presupposti diversi: “Serve un approccio concreto e selettivo - spiega ancora Verona - Il gioco può creare le criticità denunciate nell’ordinanza, ma queste possono essere abbattute creando differenti condizioni di vendita e fruizione dei servizi di gioco. Per esempio, limitando il numero dei congegni all’interno degli esercizi e collocando gli apparecchi in aree precise del locale”. Ulteriori contromisure sono “la formazione professionale di tutti i titolari di esercizi in cui sia presente qualsiasi forma di gioco; la sinergia e protocolli operativi tra imprese, punti vendita, servizi sanitari e sociali; precisi investimenti per la implementazione delle installazioni informative sul gioco patologico e la attuazione dei test di autovalutazione dell’utenza”. La formula da utilizzare è dunque “l’intervento sul sistema ‘gioco legale’, conservandone l’attitudine a scudo contro la illegalità, ma rimuovendone l’attuale de-professionalizzazione che ne caratterizza la distribuzione”. Proprio per questo l’associazione Astro invita il Comune di Firenze a esaminare il suo progetto, ‘Un gioco buono anche per il territorio’. LL/Agipro
 

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