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Attualità e Politica

24/10/2015 | 11:02

Legge di stabilità, Baretta (Mef): “Verso riduzione numero slot, perseguiremo agenzie non autorizzate”

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ROMA - La competenza per il settore giochi resta «all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ma il controllo politico è assicurato: la linea che il Governo sta affrontando con la legge di stabilità è di ridurre complessivamente l’offerta». E’ quanto ha spiegato il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, intervenuto oggi a Radio 24.

Dopo le ultime bozze di manovra il budget dai giochi «non è cambiato di molto» e rimane di circa 1 miliardo di euro in nuove entrate per il 2016: «Abbiamo due voci - dice ancora Baretta - 500 milioni dall’aumento della tassazione e piú o meno altrettanti per il rinnovo delle concessioni, che saranno piú care, visto che saranno di meno. Dietro tutto questo c'é la regolamentazione del gioco pubblico e dunque la riduzione dell'offerta per proteggere le persone dai rischi di gioco esagerato e contemporaneamente contrastare l’illegalità e la malavita, che é pronta ad approfittare di ogni incertezza».

«Serve fare chiarezza sui numeri- ha detto ancora Baretta - per la gara scommesse si è scelto di scendere a 15 mila concessioni, riducendo l’attuale potenziale del mercato, che conta 17 mila punti regolari e 5 mila nella "zona grigia”. Se vogliono questi ultimi potranno entrare con questa gara, altrimenti li perseguiremo in quanto irregolari».

Stessa strategia di riduzione verrà attuata per «le slot machine, che rappresentano un’altra partita altrettanto delicata - ha proseguito Baretta - le macchine sono troppe, circa 400 mila, abbiamo un piano messo a punto durante la delega fiscale: il primo obiettivo é ridurle di almeno 100 mila unità. In Senato si sta avviando la discussione su una proposta, partiremo appena questa diventerà operativa. La riduzione può essere fatta in due modi: ampliando il numero di metri quadri di distanza tra una macchina e l'altra, o stabilendo un numero massimo di sei machine per ogni locale. Altro obiettivo resta collegare tutte le macchine che ancora oggi non sono allacciate al sistema centrale».

«Il gioco legale e pubblico resta un'entrata importante per lo Stato, su 84 miliardi giocati dagli italiani l’80 per cento torna in vincita, ma 9 miliardi vanno all'erario - ha spiegato ancora il sottosegretario - restiamo convinti però che negli ultimi anni ci sia stata un'offerta eccessiva, dunque il tema importante é la riduzione, ma anche il rapporto tra sale da gioco ed enti locali. La mia proposta è di trovare un accordo, stabilendo un criterio tra numero di adulti e numero sale possibili, con la disposizione di queste ultime che verrà poi scelta dagli enti locali, non dal Governo».

Altro tema affrontato oggi riguarda la pubblicità dei giochi, un tema presente «in tutte le proposte in materia di gioco presenti oggi in Parlamento. E’ un tema controverso - aggiunge Baretta - non c'é una legislazione europea omogenea, come ad esempio sui tabacchi, io sono arrivato alla conclusione che si puó abolirla. Dalla riduzione dell’offerta lo Stato deve mettere in conto una riduzione delle entrate di gioco - ha concluso - da compensare tagliando altre spese, riducendo ad esempio anche tutta la pubblicità istituzionale, non é però automatico un aumento di altre tasse».
PG/Agipro

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