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Ultimo aggiornamento il 09/12/2016 alle ore 12:00

Attualità e Politica

28/01/2016 | 09:52

Cessione gratuita della rete: nell'udienza pubblica la Commissione Ue contro la norma italiana

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LUSSEMBURGO  - La Commissione UE non aveva mai condiviso la norma italiana che prevedeva la restituzione della rete di accettazione al termine del periodo di concessione. Anche nell'udienza pubblica che era svolta in Lussemburgo a metà settembre, i rappresentanti di Bruxelles avevano sottolineato che il provvedimento costituisce "una restrizione ai principi europei di libertà di stabilimento e di libertà di prestazione". La convenzione, secondo la Commissione, "impone ai concessionari del 2012 una serie di obblighi dalle prevedibili e consistenti implicazioni economiche, con effetti sul piano della convenienza economica all'accesso della gara, i quali, pertanto, costituiscono restrizioni alla libertà di stabilimento e alla libertà di prestazione". La consegna delle attrezzature, aveva sostenuto la Commissione,"implica un trasferimento economico a carico dell'obbligato, onere supplementare e diverso rispetto a quelli imposti ai concessionari delle concessioni precedenti". Un decreto ministeriale del 1988 stabiliva, tra l'altro, che il periodo di ammortamento della strumentazione tecnologica è di cinque anni, mentre la concessione Monti aveva una durata poco superiore ai tre anni. I requisiti minimi di un punto vendita, previsti dalla stessa convenzione, erano di almeno 3 terminali di gioco, 10 monitor, 5 televisori, una postazione Pos, con un costo medio compreso tra 15 e 20 mila euro, probabilmente superiore all'investimento per l'acquisto del diritto in gara. NT/Agipro

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