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Ultimo aggiornamento il 02/12/2016 alle ore 18:12

Attualità e Politica

23/11/2016 | 14:33

Riordino giochi, Ughi (Obiettivo 2016): “Il tetto ai punti gioco imposti dai Comuni? si rischierebbe di tornare indietro di dieci anni”

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ROMA - L’ipotesi di un tetto massimo dei punti gioco su base comunale, in base a parametri come il numero degli abitanti, “rischia di far tornare il settore indietro di dieci anni, quando invece c’è bisogno di norme più agili, per dare agli operatori la possibilità di andare incontro alle esigenze dei clienti”. E’ quanto dice ad Agipronews Maurizio Ughi, Amministratore Unico di Obiettivo 2016, analizzando l’ultima proposta del Governo presentata in Conferenza unificata per il riordino del settore. “Si tornerebbe indietro ai limiti introdotti dal Decreto Bersani, già cancellati dopo la bocciatura della Corte di Giustizia Europea, che hanno dato anche forza alle presunte discriminazioni subite dagli operatori non autorizzati - dice ancora Ughi - Il punto centrale è che ancora non vedo come possano conciliarsi gli interessi dello Stato con quello degli enti locali. La soluzione si trova o facendo prevalere le ragioni statali, dall’ordine pubblico alle entrate fiscali, o dividendo fra tutti gli enti interessati le competenze e anche il gettito dei giochi”.

Il tetto al numero delle licenze comunali “rischia di fare ancora più confusione - dice ancora Ughi - con i locali che saranno ‘sballottati’ tra le norme sulla ‘ludopatia al metro’ e questo nuovo contingentamento, con nuovi limiti non solo sull’accettazione dell’offerta, ma anche sulla sua distribuzione. Al contrario servono norme più agili, altrimenti si lascia spazio a operatori fuori dal circuito statale, che riescono ad andare meglio incontro alle esigenze del cliente: è quello che ad esempio abbiamo visto con le scommesse virtuali, rispetto alle offerte non autorizzate le agenzie che vendono scommesse per conto dello Stato sono arrivate in ritardo di un paio di anni”. Con la situazione attuale, secondo Ughi, “le norme per le nuove gare potrebbero essere inserite in questa legge di bilancio: forse una soluzione potrebbe passare dalla divisione in due tranche per le gare, una dedicata alle agenzie scommesse e una alle sale slot e Vlt”. PG/Agipro

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