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Ultimo aggiornamento il 10/12/2016 alle ore 20:48

Attualità e Politica

21/01/2016 | 18:18

Scommesse, Ughi (Obiettivo 2016): "Stato alimenta l'ambiguità del mercato, serve un accordo conciliativo"

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ROMA - Una situazione ambigua, con pesanti responsabilità dello Stato. E' questo il quadro tracciato da Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016, dopo le ordinanze a favore di due centri Stanleybet dissequestrati dai Tribunali di Sassari e Bergamo. Secondo i giudici, un’agenzia estera che non ha aderito alla sanatoria prevista dalla legge di stabilità può restare aperta, a patto che abbia adempiuto a una parte degli obblighi indicati della legge 2015 (l’autodenuncia dell'attività, come stabilisce il comma 644) e che faccia parte della rete di un bookmaker senza concessione discriminato. "Lo Stato si è fatto prendere in giro un'altra volta - spiega Ughi ad Agipronews - E' come se lo facesse apposta, come se non volesse affrontare la situazione. Due sono le strade possibili: andare avanti all'infinito con il contenzioso - con conseguenti danni d'immagine e danni per i concessionari autorizzati - o arrivare a una transazione per un accordo conciliativo, almeno con i soggetti che hanno dalla loro parte alcune sentenze". L'impressione di Ughi è che "c'è la volontà di tenere in piedi due canali di giochi, uno contrattualizzato e  uno no. Con il buon senso si sarebbe già trovata una composizione, ma la confusione serve a fare cassa, con un mercato ordinato sarebbe più difficile. In questo modo si alimenta anche la cattiva reputazione del gioco nei confronti dell'opinione pubblica: da questa i concessionari non hanno modo di difendersi e saranno sempre considerati soggetti che lucrano alle spalle dei cittadini e che incentivano all'eccesso". LL/Agipro

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