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Ultimo aggiornamento il 08/12/2016 alle ore 17:35

Attualità e Politica

16/04/2016 | 16:00

Giochi, Bologna: nel 2015 rilevate 95 violazioni dell'ordinanza sui limiti orari

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BOLOGNA - Nel 2015, a Bologna, sono state 150 le sale da gioco controllate, "anche più volte", con il risultato di 95 verbali di violazione dell'ordinanza sui limiti orari, emessa dal Comune nel 2014. Sono i dati forniti dall'assessore alla Legalità, Nadia Monti, che ha risposto, nel corso del question time, ad un'interrogazione presentata da Marco Piazza (M5S). Si tratta di controlli "importanti perché la liberalizzazione degli orari anche per questo tipo di attività commerciali induce il giocatore a rimanere ancora più tempo nelle sale e a giocare di più". Le ordinanze sugli orari (a Bologna, nello specifico, l'orario di apertura è dalle 9.00 all'1.00) sono tra le misure che consentono alle amministrazioni locali di essere "efficaci" nella lotta al gioco patologico, ha aggiunto Monti. L'assessore giudica, invece, meno utile il rilascio del marchio "Slot freE-R", previsto dalla normativa regionale. "Ho avuto da sempre un approccio molto critico al rilascio di questo marchio", al contrario di altre azioni intraprese dalla Regione, - ha spiegato - perché questo strumento "non prevede ne' sanzioni ne' premialità per l'esercizio ed è un rilascio che avviene su richiesta totalmente volontaria". Il Comune "non può imporre questo marchio - ha aggiunto - e dall'altra parte abbiamo sempre rilevato anche una sorta di disparità per quegli esercenti che ben prima dell'entrata in vigore della legge e del rilascio avessero già deciso di non installare apparecchi, per una loro scelta etica". 

Si tratta, ha concluso l'assessore, di problematiche "poste all'attenzione della Regione, sottolineando la difficoltà da parte del Comune di verificare la differenza tra chi ha intrapreso questa scelta del marchio e chi fin da prima avesse deciso di aderire liberamente a questo valore etico". Se poi in futuro la Regione "accogliesse una proposta, che facemmo all'epoca, di prevedere dei supporti anche economici per garantire una eventuale premialità agli esercenti che decideranno di aderire probabilmente sarebbe più incentivante". Intanto, ad oggi la Regione "ha consegnato 1.900 marchi", ha riferito ancora l'assessore: e siccome "solo a Bologna sono 600 i punti scommesse", per Monti "non può ritenersi questo lo strumento per risolvere il problema". Tra gli altri dati, l'assessore ha ricordato che nel 2014 "sono stati 1.277 i soggetti in cura per patologie legate al gioco, il 15% in più dell'anno precedente". Inoltre, solo a Bologna città "si stimano 350 persone affette Gap, secondo i dati dell'Osservatorio epidemiologico": numeri su cui "occorre intervenire seriamente - ha spiegato Nadia Monti - rafforzando anche la formazione dei Sert e degli operatori". RED/Agipro

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