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Ippica & equitazione

09/11/2015 | 08:37

Ippica, il Gran Premio delle Nazioni è di Moses Rob

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MILANO – L’edizione 2015 del Gran Premio delle Nazioni, la prima ospitata presso l’ippodromo La Maura di Milano e per la prima volta disputata sulla distanza di 2.250 metri, ha visto la vittoria di uno dei soggetti più attesi, Moses Rob, maschio baio allenato da Salvatore Carro che a nove anni sta attraversando il miglior momento della sua carriera.

Roberto Vecchione, driver del vincitore, ha deciso la corsa sin dall’avvio quando ha respinto Nephenta Lux per poi distribuire a perfezione le energie di Moses Rob: con un chilometro conclusivo corso sul filo dell’1’11”, Moses Rob ha tenuto testa all’ultimo tentativo di Nephenta Lux, che questa volta non ha completato il sorpasso, come era invece accaduto in occasione del Gran Premio Turilli. Per il vincitore e per la seconda arrivata il tempo medio conclusivo è pari a 1’13”2.

Terzo Pascià Lest, costretto dal numero di avvio a correre all’esterno nella curva di partenza, che ha concluso a ridosso dei primi due grazie a un deciso strappo nei trecento metri finali. Più indietro Napoleon Bar e Probo Op, rispettivamente quarto e quinto.

Dopo la vittoria milanese, Moses Rob tornerà in Francia per preparare il meeting d'hiver che si disputerà all’ippodromo di Vincennes a Parigi.

A chiudere la giornata de La Maura, la finale della Coppa di Milano, corsa di Gruppo 2 vinta da Radio Wise, guidato da Robergo Andreghetti, che ha letteralmente dominato la finale dopo aver vinto anche la batteria di qualificazione.  Radio Wise ha confermato di essere al top della forma, chiudendo con il tempo di 1’11”5, a soli cinque decimi dal record della pista, stabilito da Padania Zeta in 1’11”00. Poco più di tremila gli spettatori presenti.

Nel panorama dei Grandi Premi riservati ai cavalli di quattro anni e oltre d’età e provenienti da ogni Paese, il Nazioni occupa un posto di assoluto rilievo: basta scorrere l'albo d'oro della corsa, ricco di grandi campioni che hanno fatto la storia di questo sport, ma sarebbe sufficiente ricordare le grandi imprese di Indro Park, che nel 1989 seppe fermare il fuoriclasse Mack Lobell, e naturalmente quella di Varenne dieci anni dopo, quando precluse alla regina Moni Maker, vincitrice delle due edizioni precedenti, la strada verso un leggendario tris.  RED/Agipro

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