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Ultimo aggiornamento il 03/12/2016 alle ore 20:21

Poker & Casinò

12/11/2016 | 16:12

Giochi, "The Poker One": c'è anche il campione Luca Moschitta

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 Luca Moschitta the poker one stanleybet

ROMA - Ancora un'altra 'brillante' presenza al 'The Poker One' by Stanleybet, l'evento live da 200.000 euro garantiti, che si terrà al Casinò Portomaso di Malta, dall'8 all'11 dicembre prossimi. Si tratta di colui che è stato il più giovane 'SuperNova Elite' al mondo, il siciliano Luca Moschitta, affermato giocatore professionista, che oggi continua la sua carriera vivendo stabilmente nell'isola maltese. Moschitta ha confermato la sua partecipazione al ricco torneo organizzato da Stanleybet, soprattutto perché si tratterà di una sfida agguerrita e dalla concorrenza spietata. Inoltre il montepremi garantito, il field del torneo e la struttura dei sat online sono gli altri ottimi motivi che lo hanno fatto propendere per la competizione che si terrà sull’isola. 

“Qualsiasi torneo in cui il primo premio è di 100 buy-in o superiore ha un ottimo valore. Il 'The Poker One' ha un montepremi garantito importante e un field pieno di giocatori qualificati live e online. Tutti fattori importanti per chi come me non vuole solo divertirsi ma anche fare un buon investimento. Inoltre vivo a pochi metri dal Casinó Portomaso e si aggiunge anche la comodità di poter giocare un torneo letteralmente 'dietro casa' in una bellissima location e con uno staff professionale che conosco molto bene. È vero che durante quei giorni ci saranno molti tornei in giro per l'Europa, ma ricevuto l'invito di Stanleybet non ho avuto dubbi per tutti i motivi menzionati”, ha spiegato Moschitta. Inoltre, come confermato dal giocatore professionista, lo stack da 50k chips rende la struttura molto giocabile soprattutto durante il Day 1. A parte cooler imparabili, risulta molto difficile essere eliminati durante i primi livelli e uno stack così deep permette la possibilità di poter giocare molto post-flop. Questa struttura premia sicuramente i giocatori più pazienti durante il Day 1 e probabilmente quelli un po' più loose durante il Day 2.

"The Poker One" potrebbe restare un appuntamento unico o rappresentare solo la prima edizione di una lunga serie. “Mi auguro che il 'The Poker One' sia un successo e sia il primo dei tornei organizzati da Stanleybet. Farne un paio all'anno non sarebbe una cattiva idea. I tornei dal buy-in contenuto ma dal garantito importante sono la ricetta giusta del poker live moderno e accontentano tutti. Ho recentemente giocato l'IPO e il BOM, tornei molto simili al 'The Poker One', e non vedevo così tante facce nuove ai tavoli da molto tempo. Non parlo solo di giocatori ma anche di addetti ai lavori: non ci scordiamo che il poker dà anche lavoro a molte persone. Questi tornei avvicinano giocatori di tutte le tasche, creano un intrattenimento sostenibile e i giocatori e l'industria hanno bisogno di aziende che investono in questa direzione”, ha commentato ancora il pokerista. Spostandosi dal live all’online, per il campione l’idea della liquidità condivisa potrebbe rappresentare un salvagente per il mercato italiano, già maturo per questa naturale evoluzione. La liquidità allargata con i suoi benefici permetterebbe infatti di organizzare un'esperienza di gioco più piacevole per tutti i giocatori e le aziende dell'industria, specialmente quelle più grandi, ricomincerebbero a investire di nuovo in marketing con la consapevolezza di aver quote di mercato più ampie su cui poter puntare. Il livello dei giocatori italiani, inoltre, non è più quello di 5 anni fa, sono decisamente molto più forti: i giocatori italiani, messi di un field IT-FR-ES, sarebbero i più vincenti e in un field .com potrebbero sapersi difendere, fatte le ovvie eccezioni. Una liquidità .com rappresenta quindi sicuramente la migliore soluzione ma una sinergia con solo Francia e/o Spagna, tassazione permettendo, potrebbe essere accettata.

Il campione conclude con un consiglio per chi si avvicina per la prima volta al poker, ma anche a chi gioca da anni e potrebbe non aver valutato una particolare sfumatura del ‘giochino’: “Non so di preciso il motivo ma ho sempre raggiunto i miei migliori risultati quando proprio non me lo aspettavo. Saranno state non so quante le volte che mi sono seduto con l'obiettivo di stravincere il torneo e quasi tutte le volte è stato un disastro. Ma anche sedersi al tavolo pensando che la fortuna non è dalla nostra parte è ancora più controproducente. Penso che quando si gioca a poker non bisogna essere né troppo motivati né troppo demotivati. Bisogna stare nel mezzo, è un punto di equilibrio molto difficile da trovare ma è anche il motivo per cui avere un buon mindset è la caratteristica fondamentale per un giocatore professionista”.


RED/Agipro

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