ROMA – “Ci si aspettava una regolamentazione tecnica precisa, che non lasciasse dubbi interpretativi agli operatori. A oggi, questa determina riapre la possibilità di strumenti non tracciati; basta che sia identificabile il proprietario, non si parla di tracciabilità del flusso. Prevedo un rischio per gli operatori, che possono illudersi di essere emittenti di questi strumenti senza che siano soggetti vigilati, col rischio che, dato che i controlli li fanno Gdf e Uif, vengano sanzionati per la violazione della normativa antiriciclaggio”. Così Raffaele Gnazzi, amministratore delegato di Admiral Pay, nel corso del panel “Innovazione nei pagamenti contro la criminalità finanziaria e il riciclaggio di denaro” al Sigma World di Roma.

La determina di Adm “è stata deludente: il tema della ricarica in contanti, che doveva essere limitato a 100 euro, in realtà è rientrato dalla finestra perché nella determina si parla di strumenti a spendibilità limitata senza introdurre limiti di importo; chi è del settore sa bene che è uno strumento che di tracciabilità ha ben poco – aggiunge Gnazzi –. La volontà del legislatore è tracciare il flusso di denaro per vietare che vengano immesse somme di origine illecita, se riapriamo a strumenti non tracciati non portiamo a casa il risultato che ci eravamo prefissati”.

“Come gruppo vogliamo sempre essere all’avanguardia. Al di là del prodotto online, stiamo pensando anche al retail, perché riteniamo che il cashless sia il futuro anche per chi frequenta la gaming hall – aggiunge sempre in tema di strumenti di pagamento –. Tutto questo sarà possibile se Adm percepirà l’esigenza della clientela”. Infine, un commento sulle segnalazioni dell’Uif: “Sono un ottimo segnale. Mentre sul gioco fisico la segnalazione è postuma, nel gioco online c’è la possibilità del blocco preventivo”.

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