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Ultimo aggiornamento il 06/03/2021 alle ore 20:55

Attualità e Politica

28/01/2021 | 15:10

Giochi in Piemonte, la relazione al Consiglio regionale: “Volumi e spesa in calo, meno di mille persone in cura per ludopatia”

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 Giochi in Piemonte la relazione al Consiglio regionale: “Volumi e spesa in calo meno di mille persone in cura per ludopatia”

ROMA - La Giunta regionale del Piemonte ha presentato questa mattina – durante la seduta congiunta delle commissioni consiliari Sanità, Commercio, Legalità - la Relazione sulla clausola valutativa della legge regionale "Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico".  Secondo il report «i volumi del gioco fisico sono in costante diminuzione dall’entrata in vigore della norma e la differenza tra andamento nazionale e regionale registra un -15% a favore del Piemonte solo nell’ultimo anno. Anche la spesa è in calo. A livello nazionale è scesa dello 0,9%, mentre a livello regionale del 16,5%: la riduzione ha fatto scendere la spesa da 1,2 miliardi a poco meno di un miliardo di euro. Non sembra evidenziarsi nemmeno un effetto sostituzione del gioco on line perché, seppur in salita, anche in questo caso, tra il 2016 e il 2019 la curva piemontese cresce meno di quella nazionale (+72% nazionale contro +70% regionale)». In questo caso, appare difficile comprendere come sia stato calcolato il livello del gioco online regionale, visto che i dati forniti dall’Agenzia Dogane e Monopoli sono sempre stati aggregati a livello nazionale. Dopo il 2016 – è scritto ancora - si assiste ad una forte diminuzione dei volumi di gioco fisico in Piemonte: rispetto al dato del 2016, anno di entrata in vigore della legge, la diminuzione registrata in Piemonte nel 2019 è di 572 milioni di euro (-11%), mentre nel resto della nazione la riduzione è iniziata solo nel 2019, -18 milioni di Euro (-0,03%). Il report ammette però che i volumi degli altri giochi sono cresciuti nel 2019 di 321 milioni di euro, pari ad un +21,9%, mentre nel resto d’Italia l’aumento è stato pari al 8,4%. Sul tema dei giocatori problematici, la ricerca evidenzia che, nel 2018, l’1,57% dei residenti di età compresa tra 18 e 84 anni, ovvero circa 50.000 persone, aveva un profilo di gioco problematico: sono però meno di 1000 le persone a carico dei SerD regionali per le dipendenze patologiche nei primi otto mesi del 2019. Dal report arrivano notizie contrastanti sugli effetti occupazionali della legge: il saldo nelle tabaccherie dal 2016 al 2020 è addirittura positivo mentre nelle sale da gioco e scommesse il rapporto tra assunzioni e cessazioni porta alla perdita di 52 posti di lavoro in 4 anni. Appena due mesi fa, la Cgia Mestre aveva stimato una perdita di posti di lavoro pari a 1.700 unità, secondo una valutazione prudenziale sui dati disponibili fino a dicembre 2019 «senza considerare ancora l’impatto del distanziometro sul settore delle sale dedicate (sale gioco e sale scommesse)». Nessuna ammissione di criticità neanche sul tema dell’aumento della presenza di un settore nelle mani della criminalità, che emerge chiaramente dalle continue azioni delle forze dell’ordine sul territorio: «La questione è controversa e si contrappongono due tesi. Da un lato vi è chi sostiene che una forte limitazione nell’offerta di gioco legale rappresenti un incentivo per i giocatori d’azzardo a spostarsi a forme di gioco illegale (è il caso del Procuratore Antimafia Cafiero De Raho, ndr). Dall’altro, invece, c’è chi sostiene che la grande offerta di gioco legale determini un allargamento della platea dei giocatori, senza contare che è la stessa offerta di gioco legale a costituire un’appetibile occasione di profitto e di infiltrazione per la criminalità organizzata: ad esempio nel riciclaggio di denaro derivante da traffici illeciti come quello della droga». La relazione, consultabile integralmente qui, è stata oggetto di commento per i consiglieri del Partito Democratico. In una nota, i consiglieri di opposizione Rossi, Canalis e Sarno hanno evidenziato che «la legge regionale funziona perfettamente». RED/Agipro

Pucci (Pres. Astro): "Nella relazione sulla legge dati sbagliati su lavoro e spesa, chiederemo un confronto immediato alla Regione”

Tronzano (FI): "Necessario un aggiornamento della legge, il settore legale contrasta le infiltrazioni della criminalità”

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