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Ultimo aggiornamento il 23/07/2018 alle ore 17:40

Attualità e Politica

27/02/2018 | 13:30

Casinò di Venezia, sindacati divisi sul contratto: oggi l'incontro con il Comune

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Casinò Venezia

ROMA - Il nuovo contratto dei dipendenti del Casinò di Venezia sarà oggi al centro di un incontro tra istituzioni e rappresentanti dei lavoratori: anche se si trovasse un accordo - si legge sul Gazzettino di Venezia Mestre - il rischio è di arrivare a una firma separata sull'intesa raggiunta la settimana scorsa dai Sindacati col Comune e l'Azienda. L'Assessore al Bilancio del Comune, Michele Zuin, dice di essere pronto a firmare anche con poche sigle ma c'è il rischio che i tempi si allunghino e che resti ancora in vigore il contratto unilaterale imposto il primo luglio dell'anno scorso, contro il quale molti dei 540 dipendenti hanno fatto causa.

Già ad agosto i dipendenti - proclamando due giornate di sciopero il 14 e il 15 - contestavano la nuova turnazione oraria, le modifiche nei compensi, il rifiuto di strumenti di flessibilità e di incentivi al pensionamento e denunciano l’attuale assenza di un contratto di lavoro.

Le sigle sindacali sono divise: contrarie alla firma Cisl, Ugl, Uil e Usb, favorevoli invece Rie, Snaic e Cgil. Quest'ultima, però - riporta ancora il Gazzettino - ha perduto il suo rappresentante, Matteo Matteuzzi, che si è dimesso perché ha preso atto che è stato raggiunto un accordo ma che non può essere firmato perché Azienda e Comune pretendono venga approvato contestualmente a un addendum che impegna i lavoratori a ritirare le cause. Le cause, però, sono individuali e non collettive, dunque nessun Sindacato può firmare per conto dei singoli, e a poco serve che quell'allegato preveda che chi rinuncerà ai contenziosi riceverà tutto il premio (250 mila euro per tutti i dipendenti), mentre se sceglierà di non farlo, avrà solo il 10%.

Le perplessità, dunque, sono legate ufficialmente alla questione delle cause ma in realtà al Casinò si è scatenato un putiferio, con gli amministrativi contro gli impiegati di gioco, e a sua volta i croupier "giovani" contro i "vecchi". Le cause sono state intentate dai "vecchi", ossia da quelli assunti prima del 1999, perché il contratto imposto da Comune e Azienda lo scorso luglio ha eliminato premi esistenti e li ha sostituiti con un sistema che mette tutti sullo stesso piano.

I "vecchi", però sostengono che la parte di premi legati alla "norma transitoria" era frutto di una contrattazione individuale per i lavoratori che c'erano prima dell'apertura di Ca' Noghera: fu proprio perché molti temevano quell'inaugurazione considerandola un salto nel buio, che l'Azienda concesse dei premi ad personam, un paracadute: nel caso le cose fossero andate male, i "vecchi" avrebbero mantenuto gli stessi stipendi. Ca' Nogherà fu un successo ma questo non conta. A questo si aggiungono le lamentele dei croupier perché il nuovo accordo distribuisce i premi talmente in modo equo da non fare differenza con gli amministrativi, nonostante chi è a contatto col pubblico faccia un lavoro più difficile, delicato e disagiato perché ha i turni di notte.

RED/Agipro

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