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Ultimo aggiornamento il 14/11/2018 alle ore 13:55

Attualità e Politica

23/07/2018 | 11:17

Slot, Consiglio di Stato: “Limiti orari a Torino necessari per la prevenzione e la tutela dei cittadini”

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Consiglio di Stato Limiti orari Torino

ROMA - L’ordinanza del Comune di Torino che limita a otto ore al giorno l’accensione delle slot è stata emanata alla luce di un quadro giuridico che fa emergere «non solo e non tanto la legittimazione, ma l’esistenza di un vero e proprio obbligo a porre in essere da parte dell’amministrazione, nel caso di specie quella comunale, interventi limitativi nella regolamentazione delle attività di gioco», per tutelare la salute dei cittadini, anche con azioni di prevenzione. E’ quanto si legge nelle due sentenze del Consiglio di Stato, che hanno respinto i ricorsi contro il regolamento emanato a ottobre 2016 che limita l’orario di funzionamento delle slot machine dalle 14.00 alle 18.00 e dalle 20.00 alle 24.00.

La scelta «effettuata dal Comune di Torino con l’ordinanza impugnata è da considerarsi coerente con gli obiettivi prefissati», si legge ancora, si è inoltre tenuto conto «del numero elevato (circa 180) di sale dedicate presenti sul territorio comunale e dei numerosissimi esercizi generalisti», circa 3.000.

A Torino «nel 2014 erano in carico presso i Dipartimenti di Patologia delle dipendenze 316 soggetti per Disturbo da gioco d’azzardo e, nel 2015, il loro numero era pari a 365», riporta ancora la sentenza, mentre la riduzione percentuale «dei soggetti presi in carico “per la prima volta”» dimostra «l’efficacia del provvedimento comunale rispetto ai fini perseguiti».

Secondo i giudici il Comune ha tenuto conto dell’equilibrio tra «gli interessi economici degli imprenditori del settore con l’interesse pubblico a prevenire e contrastare i fenomeni di patologia sociale connessi al gioco compulsivo, non essendo revocabile in dubbio che un’illimitata o incontrollata possibilità di accesso al gioco accresca il rischio di diffusione di fenomeni di dipendenza».

Gli studi effettuati prima di adottare l’ordinanza hanno rilevato «l’esistenza di un significativo fenomeno di ludopatia, riguardante centinaia di persone, che ha indotto ad una regolamentazione restrittiva degli orari delle sale gioco, con particolare riferimento agli orari che riguardano il possibile accesso dei soggetti più deboli (studenti e pensionati)». Sussistono inoltre «indizi consistenti» sulla efficacia dei limiti orari «nel contrastare il fenomeno patologico, il che è sufficiente a far ritenere ragionevolmente rispettato il principio di proporzionalità».

PG/Agipro

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