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Ultimo aggiornamento il 17/11/2017 alle ore 19:07

Attualità e Politica

13/06/2017 | 17:29

Operazione “Gambling”, Gip archivia accuse per otto indagati: escono dall’inchiesta la moglie del superpentito Gennaro e tre professionisti maltesi

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Gambling TRIBUNALE REGGIO CALABRIA

ROMA - Daniela Manti e Serena Parvenza, mogli di due dei principali imputati del processo “Gambling”, Mario Gennaro e Marco Zucco, sono state intestatarie di quote e cariche sociali nell’interesse esclusivo dei rispettivi coniugi , senza però “essere a conoscenza delle dinamiche delittuose sottese allo svolgimento di siffatti ruoli, ma nella convinzione che gli stessi si inserissero nel contesto di un’attività trasparente e legittimamente esercitata”.  Con questa motivazione, il Giudice per le Indagini preliminari di Reggio Calabria, Caterina Catalano, ha deciso l’archiviazione per le consorti di Gennaro (ex appartenente alla cosca Tegano e diventato nel frattempo un super collaboratore di giustizia) e Zucco, circa due anni dopo l’operazione “Gambling”, condotta nel luglio 2015 dalla procura Antimafia di Reggio Calabria e che portò a 41 arresti e a sequestri di beni per 2 miliardi di euro, tra cui le società maltesi di scommesse online “Betuniq” e “Betsolution4U”.  Il  provvedimento, che accoglie integralmente la richiesta presentata dal Pm Antimafia di Reggio Calabria, Stefano Musolino, stabilisce che – dopo un approfondimento degli investigatori -  va esclusa per le due donne e per gli altri sei indagati la “sussistenza di condotte dotate dei requisiti psicologici necessari all’integrazione del fatto, ovvero sufficienti ad apportare un contributo al sodalizio”. Escono quindi dall’inchiesta anche Luciano Baione, Giuseppe Ferrante e Gennaro Gennarini, per non aver svolto un ruolo attivo nella vicenda.

Archiviate anche le posizioni di tre cittadini maltesi: David Gonzi (figlio dell’ex premier di Malta ed ex direttore della holding Gvm Limited), Kevin Mallia (direttore di Uniq Shopping Ltd) e il commercialista Iosip Galea, che aveva svolto il ruolo di “Key officer” in Betsolution4U, una delle società coinvolte nell’operazione.  In quest’ultimo caso, la Procura ha accolto l’istanza degli avvocati Palamenghi e Pittella dello studio Di Lauro&Counselors, che hanno sostenuto per Galea “l’inesistenza del vincolo associativo, la mancata condivisione di un programma criminoso e l’assenza dell’elemento psicologico”. Gli elementi risultanti dalle complesse e approfondite indagini espletate “non appaiono idonei a sostenere l’accusa in giudizio, in particolare circa l’inserimento stabile e consapevole degli indagati nelle compagini criminali investigate”, conclude il Gip Catalano nel decreto di archiviazione. Le posizioni degli otto indagati erano state stralciate dal procedimento principale, che aveva accertato – scrive il Pm nella richiesta di archiviazione –  “l’esistenza di un gruppo di consociati operanti nel settore dei giochi e delle scommesse online che, per un verso, si giovavano nella commercializzazione dei loro brand del metodo mafioso grazie al supporto delle cosche reggine, e – per altro -  agevolavano gli interessi della ‘ndrangheta volti al riciclaggio e all’accumulo delle provviste finanziarie necessarie alla consumazione di svariati reati”.  Il processo ordinario e il rito abbreviato a carico di decine di imputati sono attualmente in corso presso il Tribunale di Reggio Calabria.  

NT/Agipro

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