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Ultimo aggiornamento il 16/12/2018 alle ore 11:00

Attualità e Politica

15/03/2018 | 17:17

Garrisi (Stanley): “Scriverò ai top manager dei giochi, uniti di fronte al nuovo Governo”

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Garrisi Stanleybet

RIMINI – Doveva essere un momento caldo nel programma di Enada Primavera, e lo è stato: l'incontro organizzato da Stanley all'indomani dell'accordo del bookmaker inglese con l'Agenzia delle Entrate, dopo un contenzioso durato vent'anni, ha riservato dichiarazioni forti, colpi di scena e un serrato botta e risposta con il pubblico. Stanley nemico giurato del sistema dei giochi italiano? Non è più così, anzi per il Chief executive Giovanni Garrisi è un concetto da sovvertire completamente: «Il sistema concessorio gestito dai Monopoli è stato un grande successo e garantisce allo Stato risorse fondamentali. La dicotomia che vede noi da una parte e gli operatori italiani dall'altra è del tutto priva di senso. Anzi, dico qui che Stanley difenderà il sistema con tutte le sue forze». Di qui l'annuncio: «Non appena tornerò a Liverpool, scriverò una lettera a tutti i concessionari italiani. La situazione è delicata, le nuove normative creano un quadro su cui riflettere e noi dobbiamo metterci insieme, avere obiettivi comuni. Oggi ognuno va per conto suo e questo è un danno per tutti».

Altro che nemico, Stanley si propone come soggetto federatore e sarà sempre più radicato nel mercato italiano: «Appena sarà chiarita definitivamente la nostra posizione – prosegue Garrisi - apriremo un ufficio in Italia. Il tema è nell'agenda del board in programma a fine marzo. Sul passato, spiega il manager, cali il sipario: «Hanno tentato di estrometterci in tutti i modi, ma ora la situazione è risolta. Per quanto riguarda gli anni dal 2008 al 2016, procederemo a un pagamento rateizzato; dal 2017 pagheremo le tasse sul reddito come un qualsiasi società italiana».

Pronti per il bando - Prossimo step, il bando di gara per le agenzie di scommesse, che secondo quanto stabilito dall'ultima legge di Bilancio dovrebbe essere emanato entro settembre: «Siamo pronti a partecipare, e dico di più: il bando non dovrà creare un nuovo assetto del settore, ma mantenere quello attuale. L'apertura a nuovi soggetti non deve essere indiscriminata». Ma la situazione politica è nebulosa e la gara potrebbe slittare: «In tal caso, spero che vi sia la saggezza per sedersi al tavolo con noi e risolvere con equilibrio il problema. È interesse dei Monopoli e dei concessionari che Stanley entri nel sistema. Proprio perché, lo ripeto, noi questo sistema vogliamo difenderlo».

L'imposta unica - Il contenzioso, ora risolto, con l’agenzia delle Entrate sul pagamento delle imposte dirette in Italia non è stato l'unico terreno di scontro in questi anni. Resta in piedi il contrasto con i Monopoli sull'imposta unica delle scommesse. «Non ci sono contatti con in corso con i Monopoli – dice Garrisi - per ora l'amministrazione non sembra interessata. Ci sono in corso cause sulle posizioni di alcuni funzionari Aams (che hanno richiesto ai gestori dei centri il pagamento di tasse poi dichiarate incostituzionali dalla Consulta, dal 2007 al 2010, ndr): noi preferiremmo una soluzione negoziale anche su questo. Stanley può pagare le tasse sulle scommesse da domani, come tutti gli altri concessionari, a patto che non siano una sanzione. E, sia chiaro, non accetteremo nessun condono. Non c'è nulla da condonare e lo dimostreremo in tribunale».

Sulla questione è intervenuta anche Daniela Agnello, legale del gruppo: «La società è disponibile al dialogo. La norma fiscale ha profili di incompatibilità con il diritto Ue: il ctd Stanley è discriminato rispetto al ricevitore italiano. Proprio ieri ci sono stati i primi due accertamenti annullati: uno dalla Commissione Provinciale di Rieti e l'altro dalla Commissione Regionale di Roma».

Lotto e Gratta e Vinci - A proposito di battaglie: resta viva la contrapposizione alla gara che ha assegnato il Lotto e alla prosecuzione senza bando della concessione per i Gratta e Vinci. Sul tema ha parlato Fabio Ferraro, uno dei legali di Stanley: «Per quanto riguarda il Lotto, a breve si terrà un udienza in Lussemburgo e nel giro di un anno la Corte di Giustizia Europea stabilirà se questo affidamento a Lottomatica sia o no legittimo. Quanto ai Gratta e Vinci, la situazione è ancora più grave perché la gara non c'è neanche stata: si è deciso di rinnovare per altri nove anni la concessione e nessuno ha potuto neanche provare a entrare nel mercato. La causa pende dinanzi al giudice amministrativo e il contenzioso seguirà probabilmente lo stesso iter di quello che riguarda il Lotto. Verrà quindi coinvolta la corte di Giustizia».

All'incontro a Enada era presente anche Tom Green (direttore finanziario): «Oggi poniamo una pietra miliare nella nostra storia e sono molto felice di celebrare con un traguardo così significativo il 60° anniversario del gruppo. L'Italia rappresenta un mercato molto importante per la compagnia».

(MF-NT/Agipro)

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