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Ultimo aggiornamento il 12/11/2018 alle ore 17:51

Attualità e Politica

18/10/2018 | 16:57

Gioco e minori: dall’alcol al fumo all'azzardo, dietro al vizio c'è l’incuria o il ‘dolo’ di un adulto

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Gioco minori iss

ROMA - Alcol, gioco, fumo. I ragazzi dovrebbero essere protetti dal rischio di vizi ed eccessi grazie al reticolato di norme, leggi e divieti che tutelano i minori. Ma le cose vanno proprio così? No, anche per una responsabilità diretta degli adulti, non solo i familiari, ma anche esercenti ‘fiancheggiatori' e rivenditori che possono e devono fare da argine.

La piaga tra le più preoccupanti del nuovo millennio riguarda l’alcool, causa di danni clinici devastanti: l’Istat registra un 21,4% - compresi anche 11enni - che consuma abitualmente alcolici, con 800mila soggetti tra i 16 e i 17 anni che addirittura ne abusano, mentre nella fascia più ampia tra gli 11 e i 17 anni, il 20,4% del totale ha un comportamento “non moderato nel consumo” per qualcosa di assolutamente vietato ai minori. Addirittura più pervasiva la “trasgressione” del tabacco: secondo quanto stima la Doxa i fumatori dai 15 anni in su - comunque in calo negli ultimi anni - sono 11,7 milioni, cioè il 22,3% della popolazione, fra questi 12,2% ha iniziato comunque prima dei 15 anni, più della metà, il 53,7% cioè 6,3 milioni, ha comunque acceso la prima sigaretta prima della maggiore età.

A questi dati si aggiunge la ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha fotografato la diffusione del gioco d’azzardo in Italia, con quasi 700mila studenti minorenni che hanno giocato almeno una volta nell’ultimo anno, quasi 70mila di questi già con problemi di gioco.

E i responsabili chi sono?  Dietro ogni adolescente che compra sigarette, alcolici o gioca d'azzardo insieme ai compagni di classe, c’è molto spesso un adulto che decide di aggirare i divieti. C’è colui che si presta all’acquisto del ‘prodotto’ e chi semplicemente glielo vende direttamente chiudendo un occhio per incuria o, peggio, lucro. E’ il classico caso in cui servirebbe capire “chi controlla i controllori”, forse neanche una tessera - che certifichi la maggiore età e magari controlli anche i limiti di spesa, arginando pericolose derive non solo economiche - risolverà definitivamente questi problemi, almeno non fino a quando qualcuno sarà disposto a infrangere i divieti per i minori in conto terzi.

PG/Agipro

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