Agipronews

Hai dimenticato la password?

Ultimo aggiornamento il 14/11/2019 alle ore 20:44

Attualità e Politica

28/10/2019 | 12:10

Inchiesta “Galassia”: Procura Antimafia di Reggio Calabria chiede processo per 24 indagati, udienza preliminare l’8 novembre

facebook twitter google pinterest
Inchiesta Galassia indagati udienza preliminare

ROMA - La Procura Antimafia di Reggio Calabria ha depositato le prime richieste di rinvio a giudizio per 24 indagati nell’ambito dell’inchiesta “Galassia”, al termine di una parte delle indagini relative ai rapporti tra gaming e cosche mafiose reggine. Il Giudice dell’Udienza Preliminare (Gup), Alessandra Borselli, ha già fissato l’udienza per l’8 novembre. Gli accusati sono sia appartenenti alla ‘ndrangheta reggina, a partire da Domenico Tegano, sia manager e “master” commerciali del settore dei giochi, coinvolti nell’inchiesta che – circa un anno fa – aveva portato all’arresto di 68 persone e al sequestro di beni per un miliardo di euro. L’accusa principale è di associazione a delinquere di stampo mafioso, per aver agevolato nel territorio calabrese l’attività dei punti scommessa collegati a un bookmaker austriaco e ai marchi di alcune società maltesi. Sotto accusa i rapporti in Calabria con i clan “Tegano” e “Pesce-Bellocco”. Nel caso del bookmaker austriaco, scrive la Procura nella richiesta di rinvio a giudizio, i fatti sono aggravati in quanto funzionali ad “agevolare le attività della ‘ndrangheta che si infiltrava nelle citate reti commerciali con la possibilità di riciclare e auto-riciclare nei flussi finanziari generati dall’associazione i proventi di attività delittuose, nonché di accumulare diretti ed esclusivi profitti, conseguenti alla messa a disposizione di skin illegali da commercializzare sul territorio, accanto ai brand principali, in cambio del supporto commerciale della ‘ndrangheta”. Altri indagati sono inseriti nella lista delle richieste di rinvio a giudizio – con lo stesso capo d’accusa: associazione a delinquere di stampo mafioso - per l’attività svolta a vantaggio delle società maltesi di gioco. Alcuni “master”, scrivono i magistrati, assicuravano l’espansione del brand in Calabria, coordinando l’attività di intermediazione nella raccolta delle puntate su giochi e scommesse, inserendo nella struttura multilivello a base piramidale esponenti della cosca “Tegano” e conseguendone la sponsorizzazione sul territorio reggino. Oltre all’associazione mafiosa, i reati per cui viene richiesto il processo a carico degli indagati sono esercizio abusivo di giochi e scommesse, dichiarazione infedele dei redditi e dell’IVA,  truffa aggravata ai danni dello Stato, riciclaggio, auto-riciclaggio e reimpiego dei proventi di delitto, concorrenza sleale. Tra le parti offese - vale a dire i soggetti cui sono stati lesi i “beni giuridici tutelati dallo Stato” – si trovano anche il Ministero dell’Economia, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il superpentito Mario Gennaro. Secondo i documenti processuali, l’ex numero uno di Betuniq subì richieste estorsive di denaro e due attentati a base di esplosivi ad altrettanti negozi di scommesse – oltre a minacce di vario genere - e fu infine costretto a versare 10mila euro al boss Domenico Tegano.
NT/Agipro

Breaking news

Ti potrebbe interessare...

Operazione Game Over scommesse online condanne

Operazione Game Over: 16 condanne e 5 assoluzioni

14/11/2019 | 15:55 ROMA - Il gup di Palermo ha condannato, in abbreviato, a pene comprese tra 10 mesi e 16 anni di carcere 16 persone coinvolte nell'inchiesta "Game Over" che, tra l'altro, fece luce sugli interessi dei clan mafiosi nelle scommesse...

x

AGIPRONEWS APP
Gratis - su Google Play
Scarica

chiudi Agipronews
Accesso riservato

Per leggere questa notizia occorre essere abbonati.
Per info e costi scrivere a:

amministrazione@agipro.it

Sei già abbonato?
Effettua il login inserendo username e password