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Ultimo aggiornamento il 21/08/2019 alle ore 18:56

Attualità e Politica

23/07/2019 | 13:17

Operazione "Galassia", Cassazione annulla custodia cautelare per agente Oia Services

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Operazione Galassia Cassazione annulla custodia cautelare per dirigente Oia Services

ROMA - Il Tribunale di Reggio Calabria dovrà riesaminare le accuse contro Gabriele Caliò «per avere, con condotte accertate in Reggio Calabria, territori limitrofi e anche all'estero sino al 2017, fatto parte, con il ruolo di dirigente-organizzatore, di un'associazione per delinquere costituita da più di dieci persone allo scopo di commettere, attraverso la gestione della società Oia Services Ldt. di diritto maltese (già GVC New Ldt.)». È quanto si legge nel provvedimento della Corte di Cassazione con cui è stata annullata con rinvio l'ordinanza di custodia cautelare (che però rimarrà esecutiva fino alla nuova pronuncia del Tribunale del Riesame) disposta per «una pluralità di delitti in materia di esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, di dichiarazione infedele dei redditi e dell'iva, di truffa aggravata ai danni dello Stato, di riciclaggio, auto riciclaggio e reimpiego di proventi di delitto, con l'aggravante di aver agito per agevolare le attività della ‘ndrangheta». E' il primo caso in cui per un agente coinvolto nell'operazione "Galassia", i giudici escludono "l'aggravante mafiosa". L'operazione condotta dalle forze dell'ordine a novembre 2018, aveva portato a decine di arresti e accertato l’esistenza di una pluralità di associazioni per delinquere operanti sul territorio nazionale nel settore della raccolta del gioco e delle scommesse. 
La Sesta sezione penale ha stabilito che i giudici di merito non hanno «dato puntuale contezza degli elementi indiziari sui quali si fonda il provvedimento cautelare. Dati informativi dai quali il Tribunale ha desunto la conferma della esistenza del requisito della gravità indiziaria in relazione al delitto associativo contestato, con un percorso motivazionale che, però, presenta evidenti aporie e incongruenze». L'ordinanza impugnata inoltre, precisa ancora la Cassazione, manca di «una qualsivoglia valutazione delle precise deduzioni difensive formulate con l'istanza di riesame in ordine alle possibili divergenze cronologiche tra la creazione del dominio 'betclu' e la data di costituzione delle società» e «non pare siano stati acquisiti elementi che permettano di formulare un giudizio di elevata probabilità circa l'esistenza della consapevolezza dello stesso indagato del collegamento agevolatore, connesso alla operatività di quella associazione per delinquere, in favore della cosche 'ndranghetistiche menzionate nel capo d'imputazione provvisorio: ciò tanto più ove si consideri che le indicazioni del collaboratore Lanzafame risultano molto generiche con riferimento alla indicata circostanza aggravante e alla riferibilità soggettiva della stessa al Caliò». 
L'ordinanza di custodia cautelare è stata quindi annullata con rinvio al Tribunale di Reggio Calabria che, nel nuovo esame, dovrà colmare «le indicate lacune motivazionali, pure valutando, in via consequenziale, le connesse questioni - oggetto dei restanti motivi del ricorso, il cui esame resta assorbito nell'accoglimento del ricorso per le ragioni innanzi esposte - relative alla esistenza della esigenza di cautela e alla scelta della misura cautelare in ragione dei criteri di proporzione e adeguatezza». 


SA/Agipro

 

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