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Ultimo aggiornamento il 15/12/2018 alle ore 11:45

Attualità e Politica

14/11/2018 | 11:00

Scommesse online, 3 anni fa in Calabria l'operazione "Gambling" con il sequestro da 2 miliardi

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Scommesse online Calabria operazione Gambling

ROMA - Il controllo delle mafie sul gioco online al centro al centro dell'operazione coordinata dalla Direzione nazionale antimafia condotta stamani, era già emerso tre anni fa da un'inchiesta coordinata dalla Dda di Reggio Calabria allora guidata dall'attuale procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho. Nell'occasione, tutte le forze di polizia - carabinieri, Guardia di finanza, Squadra mobile e Dia, insieme a Scico e Nucleo speciale frodi tecnologiche della Finanza di Roma - arrestarono 41 persone e sottoposero a sequestro beni per 2 miliardi di euro. L'inchiesta, denominata «Gambling», aveva portato alla luce un sistema, tutto sommato semplice nell'esecuzione, ma estremamente complicato da individuare. Le cosche reggine avevano creato un sistema parallelo di scommesse basato sul pagamento delle puntate in contanti, vietato dalla legge che impone la tracciabilità delle giocate e l'identificazione del giocatore. Dietro le imprese schermo era poi stata nascosta l'offerta al pubblico e la gestione di siti di poker e scommesse online che consentivano l'accesso al gioco illecito. Così facendo le cosche di 'ndrangheta si sottraevano al pagamento delle imposte, ottenendo lauti guadagni, riciclando al contempo un'enorme massa di denaro «sporco» attraverso l'utilizzo di conti di gioco intestati a persone compiacenti o inconsapevoli. A gestire l'affare miliardario, secondo quanto emerso nell'operazione Gambling, era Mario Gennaro - poi divenuto collaboratore di giustizia - indicato dagli investigatori come uomo della potente famiglia dei Tegano. Era grazie a lui - che viveva a Malta - che le cosche avevano creato numerose società estere di diritto maltese con le quali gestivano i traffici.
RED/Agipro

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