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Ultimo aggiornamento il 21/07/2018 alle ore 20:38

Attualità e Politica

24/01/2018 | 14:05

Tar Lazio, Global Starnet chiede annullamento della decadenza: “Atteggiamento ostile verso la società, atti da inviare a Consulta”

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Tar Lazio Global Starnet decadenza

ROMA - Una disposizione basata su argomentazioni fragili dovute a un atteggiamento ostile da parte dell’Agenzia Dogane e Monopoli. Così Global Starnet ha definito il provvedimento di decadenza della concessione - disposto dagli uffici di piazza Mastai a marzo  2017- nell'udienza al Tar Lazio discussa stamattina ai giudici della Seconda sezione. La società ha chiesto la sospensione della decadenza e la rimessione degli atti alla Corte Costituzionale e alla Corte di Giustizia Ue. Nel mirino di Global Starnet c’è il processo penale presso il Tribunale di Milano di Francesco Corallo per i finanziamenti Bpm, chiuso con l'assoluzione del numero uno della società, una delle motivazioni poste alla base del provvedimento di decadenza. Fatto che, secondo Global Starnet, “è palesemente in contrasto con la Direttiva Ue concessioni” e la giurisprudenza della Corte Ue, per la quale l’esclusione dal mercato sarebbe proporzionata solo nel caso di sentenza passata in giudicato. “L’equiparazione tra lo status di imputato con quello di chi ha subito una condanna definitiva - sostiene Global Starnet - è illogica, irrazionale e in contrasto con la disciplina comunitaria”. L'Avvocatura di Stato ha invece ribadito la legittimità del provvedimento: "Le misure adottate sono adeguate e proporzionate, ma soprattutto giustificate dalla tutela degli interessi pubblici".
Global Starnet ha poi sottolineato come, nel provvedimento di decadenza, i Monopoli abbiano richiamato la norma contenuta nel decreto per la stabilizzazione finanziaria del 2011, che prevede l’esclusione da concessioni di giochi per i soggetti indagati o condannati per riciclaggio di denaro anche con sentenza non definitiva. Lo stesso decreto, però, prevede che tale norma si applichi solo alle concessioni stipulate dopo il 2011. Una distinzione importante visto che il colosso degli apparecchi opera ancora con la concessione ottenuta nel 2004, e non ha mai firmato la nuova convenzione. La società, inoltre, avrebbe operato in piena correttezza fiscale. Le rateizzazioni tributarie di cui ha usufruito dal 2009, che pure figurano tra le cause della decadenza, sono sempre state in regola. La sentenza della Seconda sezione è attesa nei prossimi due mesi.
LL/Agipro

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