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Ultimo aggiornamento il 23/07/2018 alle ore 19:17

Attualità e Politica

19/06/2018 | 12:34

Il nuovo Governo e i giochi, Astro: “Bene ripensare il modello di gioco legale, ma il lavoro degli operatori negli ultimi 15 anni non va dimenticato"

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ROMA - Ripensare al modello di “gioco legale” può essere necessario, per adeguarlo a una nuova realtà, ma sarebbe un grave errore non tenere conto del lavoro svolto negli ultimi 15 anni dagli operatori di gioco. È quanto sottolinea l’associazione Astro in una nota dopo le questioni sollevate dal vice premier Luigi Di Maio sul settore. Il Ministro dello sviluppo economico, pur ammettendo che l’eliminazione del gioco favorirebbe la criminalità organizzata, ha espresso la volontà di vietarne ogni forma di pubblicità e di razionalizzare il settore, a partire dalla regolamentazione dei punti di gioco. «La creazione del cosiddetto “sistema del gioco pubblico”, a partire dal 2003, ha cercato di dare risposte razionali proprio alle esigenze descritte - scrive Astro -  Sicuramente, a distanza di quindici anni, può essere necessario ripensare il modello per renderlo adeguato alle nuove realtà e sensibilità. Ma sarebbe un grave errore non tenere conto del lavoro di questi anni». Secondo l’associazione, per ripensare il modello non si può prescindere «dalla partecipazione di quegli operatori che hanno puntato sul “gioco legale” e che stanno mettendo in campo innumerevoli forme di collaborazione con gli Enti locali per la formazione, l’informazione e il contrasto alle pratiche illegali». Astro auspica «un intervento che permetta di superare la frammentazione e la disomogeneità delle regolamentazioni adottate in questi ultimi anni dai diversi organismi territoriali», ma in questo scenario il legislatore «deve avere il coraggio di misurarsi con i problemi, evitando le suggestioni di scelte facili quanti superficiali». L’approccio al settore, dunque, dovrà tenere presente la necessità di armonizzare tre esigenze, «quelle di salute pubblica, di ordine pubblico e di ordine sociale ed economico». LL/Agipro

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