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Attualità e Politica

16/12/2009 | 12:30

GIOCHI - STANLEYBET DONA PIU'DI UN MILIONE PER L'ABRUZZO, OGGI A ROMA IL PUNTO SULLA RICOSTRUZIONE

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giochi stanleybet dona piudi un milione per labruzzo oggi a roma il punto sulla ricostruzione
dal nostro inviato Paolo Giannace

Un regalo di natale enorme: un'intera scuola per i bambini di Arsita (Teramo) grazie alla donazione di 1.383.530,53 euro da parte del bookmaker internazionale Stanley International Betting. Si tratta di una delle donazioni più cospicue, da parte di un privato italiano o estero, in favore delle popolazioni terremotate dell'Abruzzo. Il 14 dicembre c'è stato il taglio del nastro, al quale ha presenziato in qualità di madrina Maria Grazia Cucinotta. La scuola è stata intitolata alla memoria di Lord Leonard Steinberg, fondatore della StaNley Leisure plc, recentemente scomparso. Il nuovo istituto ospiterà 90 alunni distribuiti in 13 classi. Oggi a Roma la conferenza stampa per fare il punto sulla ricostruzione post terremoto. Presente all'incontro di oggi il direttore del dipartimento della protezione civile Guido Bertolaso, John Whittaker, chief executive di Stanley International Betting, David Purvis managing director Stanley. Bloccato dalla neve in Abruzzo il sindaco di Arsita, Enzo Lucci, che ha comunque inviato i propri ringraziamenti per aver ridato la speranza e la possibilità di istruzione ai bambini di Arsita.

BERTOLASO: "QUESTA DONAZIONE OTTIMO ESEMPIO DI COLLABORAZIONE PUBBLICO-PRIVATO"
dal nostro inviato Paolo Giannace

"Abbiamo inaugurato la scuola in un comune abbastanza isolato ai piedi del Gran Sasso. Una scuola bella ed effciente grazie alla donazione che hanno voluto garantire i nostri amici della Stanley Betting".
E' quanto dichiara Guido Bertolaso, direttore del dipartimento della protezione civile, nel corso della conferenza stampa di presentazione della donazione di Stanleybet che ha permesso la costruzione di una scuola in Abruzzo. "La somma messa a disposizione è stata destinata alla ricostruzione di istituti scolastici su nostra proposta nel comune di Arsita - ha proseguito Bertolaso - un comune isolato e forse meno oggetto dell'attenzione e partecipazione che meritava fin dal primo momento. Lasciamo ai nostri amici inglesi il giudizio sulla rapidità e efficacia dell'intervento, ma sono convinto che torneranno in patria soddisfatti della risposta italiana alla loro offerta". Secondo Bertolaso la donazione è un ottimo esempio di collaborazione fra pubblico e privato, sicuramente uno dei più consistenti per somma donata "che viene da un paese abituato a fare le cose presto e bene. Ma anche l'Italia ha saputo dare la risposta adeguata, la migliore prova la danno i destinatari di questa scuola: i bambini e le bambine di Arsita e i loro genitori e insegnanti". "L'ho detto l'altroieri ad Arsita e lo ripeto oggi - ha concluso Bertolaso - che se avessimo avuto da tutte le imprese private stesso impegno disponibilità e tempestività oggi avremmo potuto ricostruire in Abruzzo in tempi più rapidi. Basterebbero 100 Stanleybet per terminare gli interventi di cui c'è bisogno all'Aquila".

RICOSTRUZIONE ABRUZZO, WHITTAKER (CEO STANLEY):"SCELTA LA SCUOLA PERCHE' RAPPRESENTA IL FUTURO"

dal nostro inviato Paolo Giannace

"Il 7 aprile, dopo aver visto le immagini televisive abbiamo deciso con i più alti dirigenti di Stanley di donare subito un milione di euro. Non è stata una decisione semplice, abbiamo iniziato a lavorare con Guido Bertolaso. Non volevamo gettare i soldi in un grande salvadanaio, volevamo qualcosa di concreto". Apre così il suo intervento alla conferenza stampa per l'iniziativa benefica John Whittaker, Chief Executive di Stanley Intenational Betting. "Appena è emersa la possibilità di destinare ifondi alla costruzione di una scuola c'è stato subito un grande consenso. La scuola rappresenta il futuro perchè i bambini di Arsita sono il futuro, abbiamo così deciso e concordato con Bertolaso di donare anche più di un milione". Whittaker si dice impressionato dalla tempistica con cui è stata realizzata la scuola. "Mi sono sentito assolutamente privilegiato a essere invitato alla inaugurazione, c'era un'atmosfera incredibile, la felicità negli occhi di tutti gli abitanti, che torna
 vano a vedere prospettive per il futuro". Whittaker ha inoltre ricordato come sia stato siglato un gemellaggio fra Liverpool, sede storica di Stanley e il paese di Arsita.   PURVIS (STANLEY):"GEMELLAGGIO CON SCUOLA DI LIVERPOOL"
dal nostro inviato Paolo Giannace

"Anche una scuola di Liverpool ha deciso di partecipare alle donazioni per Arsita autonomamente: un gemellaggio nato grazie ai bambini che hanno deciso di donare giocattoli e decorazioni natalizie". David Purvis, Managing Director di Stanley, ha ribadito che l'operatore è fiero "di aver deciso di effettuare questa donazione. Oggi non siamo qui per presentare un prodotto, come accade nelle normali conferenze stampa, ma perchè siamo orgogliosi di aver contribuito alla ricostruzione in Abruzzo".

CTD, WHITTAKER (CEO STANLEY): "NOSTRA AZIONE CONFORME A NORMATIVA UE"

dal nostro inviato Paolo Giannace

Nella conferenza stampa sulla nuova scuola costruita in Abruzzo, spazio anche ad una domanda insidiosa sull'annosa questione dei Ctd di Stanley presenti in Italia. "Non vorrei asolutamente collegare la disputa Ctd con questa donazione che viene da una società attiva in otto paesi comunitari - ha risposto John Whittaker, Ceo di Stanley - diamo lavoro a molti italiani, visto che operiamo da tempo sul territorio. La disputa dura da 13 anni e non siamo mai spariti. Ciò che facciamo, ne siamo conviti, è assolutamente legale, legittimo e conforme ai dettami della normativa europea. In due diverse occasioni abbiamo guadganto il favore della Corte di Giustizia (Gambelli e Placanica)". Whittaker ha definito lo scenario del mercato italiano delle scommesse post Bersani composto da "tre soggetti: i concessionari, gli operatori illegali anche secondo la Cassazione e poi c'è Stanley, che è un caso a sè. Siamo unici, secondo l'ultima sentenza della Cassazione siamo qualcosa di assolutamente diverso e a parte". Whittaker si dice certo del giudizio a favore di Stanley da parte della Corte Europa, a cui la Cassazione ha rinviato il giudizio nell'ultima serie di ricorsi "ma sono delle sfide che affronteremo in futuro - ha concluso - nel presente c'è una scuola ad Arsita che funziona".
CTD INGLESI – WHITTAKER (CEO STANLEYBET): “FIDUCIA NELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA”   (n.t.) Stanley affronta la causa contro l'Italia approdata davanti alla Corte di Giustizia con fiducia e convinta che i giudici comprenderanno le ragioni del bookmaker di Liverpool. Ad affermarlo, il Ceo di Stanleybet, John Whittaker, intervistato da Agipronews a margine della presentazione della nuova scuola donata al comune terremotato di Arsita, in provincia di Teramo.   Whittaker, si torna davanti ai giudici del Lussemburgo. Cosa si attende?   Sì, ci torniamo con grande fiducia e certi di poter dimostrare che anche il regime delle scommesse nato con il decreto Bersani non è conforme ai principi del Trattato Ue, in particolare per quanto concerne la posizione di Stanleybet.    In Italia, il Consiglio di Stato continua ad affermare principi e sentenze che appaiono contraddittori.   Nessuna contraddizione. Il Consiglio di Stato si esprime con assoluta chiarezza: la concessione va separata dalla autorizzazione di polizia. E poi aggiunge che il sistema concessorio è legittimo. Detta in questo modo, sembra una decisione che va contro Stanley, ma non è così. Secondo la Corte di Giustizia non è il sistema concessorio Italiano ad essere illegittimo ma le sue modalità di attuazione. Venerdì scorso gli ultimi due casi a favore: il Consiglio di Stato ha respinto l’appello dell’avvocatura contro la sospensiva che ci era stata data dal Tar Puglia e il Tar Toscana si è espresso nel merito annullando il provvedimento del Questore. Entrambi i casi erano post Bersani.   E’ in corso una seria querelle con i concessionari Aams sugli otto ctd sequestrati a Roma. Qual è la vostra versione?   Due non sono mai stati sequestrati, cinque sono stati già da tempo dissequestrati dal tribunale del riesame di Roma, uno attende il dissequestro a giorni. Stanley ha incaricato i suoi avvocati di procedere, querelando per diffamazione i concessionari che hanno diffuso le comunicazioni.   La decisione della Cassazione – che ha rimesso alla Corte Ue l’interpretazione della compatibilità tra decreto Bersani e Trattato Ue - ha scatenato diverse reazioni anche tra altri bookmaker: che giudizio dà sulle varie posizioni emerse?   La Cassazione giudicava su casi post decreto Bersani. I ricorsi Goldbet sono stati tutti respinti mentre per Stanley, su nostra richiesta, la suprema corte ha accettato di mandare il caso alla Corte di Giustizia. Quindi: tutti illegali tranne Stanley.   La Guardia di Finanza ha sequestrato a Bari una società di bookmaker con sede a Londra, collegata alla malavita locale. Cosa ne pensa?   Non siamo meravigliati. Il fatto che tutti si siano concentrati su Stanley ha permesso a realtà orribili di proliferare indisturbate. E quella di Bari non è certo l’unica. Gli inquirenti però hanno ormai capito la differenza tra Stanley e tutti gli altri.   E’ ancora intenzionato a entrare in contatto con gli operatori italiani per individuare una strategia comune nel settore della raccolta di scommesse?   No, non ci sono gli interlocutori adatti. Il fatto che essi siano responsabili delle comunicazioni contro Stanley pubblicate su tre giornali del settore la dice lunga sullo stato in cui versa il sistema post Bersani. Rimane Snai che non si è associata agli altri otto, ma con Snai abbiamo in corso un gigantesco contenzioso legale. Proprio in questi giorni abbiamo scritto ai membri del consiglio di amministrazione e ai maggiori operatori della rete, per dare il via alla procedura di risarcimento. E’ stata ufficializzata la richiesta di non meno di 50 milioni di euro per le azioni di persecuzione attivate contro i centri Stanley. Dato che si parla insistentemente di cessione di parte delle attività delle scommesse a dei fondi abbiamo anche scritto al presidente del collegio sindacale ricordandogli alcuni suoi doveri istituzionali. Non vorremmo mettere in piedi tutto questo e trovare poi alla fine la cassa già vuota, con la necessità di azioni revocatorie, etc.. Mi sembra chiaro che gli spazi per una strategia comune con Snai o gli altri operatori si sono ormai chiusi.
Ma bisognerà pur trovare una soluzione per il futuro.
Sarà bene aspettare la decisione della Corte di Giustizia. Nel frattempo alla Stanley non resta altra scelta che rafforzare pesantemente il suo apparato legale e procedere con azioni mirate contro gli operatori responsabili e corresponsabili sia del settore privato che del settore pubblico, mettendo in discussione altri aspetti del monopolio dei giochi in Italia che fino ad ora erano stati trascurati. E, da adesso in poi, nessun santuario.

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