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Ultimo aggiornamento il 24/05/2018 alle ore 20:43

Attualità e Politica

16/05/2018 | 17:07

Gioco online, Mga Malta: “Solo tre società usano la licenza maltese in Italia: non superano l’1% del nostro giro d’affari”

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ROMA – Sono ormai soltanto tre gli operatori con licenza maltese che svolgono raccolta di scommesse in Italia, con un’incidenza sul giro d’affari nell’isola non superiore all’1%. Rebels, una delle società ancora presenti a Valletta, ha interessi commerciali soprattutto in Grecia ed è a un passo dal ritiro dal business italiano. Lo apprende Agipronews da fonti della Malta Gaming Authority, a un paio di mesi dalla vasta operazione di controllo che aveva portato alla sospensione di Phoenix Ltd, alla cancellazione dell’autorizzazione di Leaderbet e al “ritiro” per Betent.com, Giodani e Potterbet. I monopoli maltesi hanno dunque eliminato alcuni rilevanti fattori di rischio per la propria giurisdizione, dopo la pioggia di inchieste – da “Gambling” a “Jonny”, per finire con “Game Over” – che hanno colpito le società con interessi nei giochi in Italia. Rimangono però ancora delle vicende da chiarire, come segnala la stampa dell’isola. Il bookmaker Leaderbet – pur non destinatario di provvedimenti restrittivi da parte della magistratura - è una delle società presenti nelle carte dell’operazione “Game Over”, condotta dalla Procura Antimafia di Palermo, che ha messo in luce un sistema di scommesse illecite con l’appoggio della criminalità siciliana. In seguito all’inchiesta partita a febbraio, la licenza maltese con cui Leaderbet era autorizzata all’attività era stata annullata dalla Malta Gaming Authority, insieme a quelle di altre società coinvolte nelle indagini.

Tuttavia, si legge sul “Times of Malta”, in un’inchiesta curata dall’Investigative Reporting Project Italy (l’Irpi, centro di giornalismo d’inchiesta creato nel 2012), Leaderbet aveva trovato un escamotage per continuare a raccogliere gioco: sul sito attualmente online, fino alla settimana scorsa, il bookmaker dichiarava di utilizzare una licenza austriaca, per la precisione quella della società Tipexbet. Circostanza che però è stata smentita dalla stessa Tipexbet, che ha negato di aver autorizzato Leaderbet a utilizzare la propria licenza e ha imposto la rimozione di tale riferimento. Interpellata dall’IRPI, Leaderbet ha dichiarato che la Malta Gaming Authority aveva deciso unilateralmente di annullare la licenza, nonostante la società non avesse procedimenti giudiziari in corso in Italia. Rimane però il mistero su chi sia a capo del Leaderbet Group, ufficialmente gestito da fiduciari che agiscono per conto dei veri proprietari. Fino al 2016, le azioni del gruppo erano detenute da una società fiduciaria maltese, la GVM Holdings, di proprietà di David Gonzi, figlio dell’ex premier maltese Lawrence Gonzi. David Gonzi era finito sotto investigazione per i suoi legami con le società legate a Mario Gennaro, il superpentito condannato dal Tribunale di Reggio Calabria perché ritenuto il "garante" degli interessi della ’ndrangheta calabrese nel gioco online. Le indagini successive non avevano trovato prove di irregolarità, e Gonzi era stato rimosso dalla lista dei sospettati.

La Malta Gaming Authority ha confermato al “Times of Malta” che un mese fa la polizia ha depositato un rapporto contro Leaderbet. Rimangono però le difficoltà per identificare la vera proprietà dell’operatore: «È tutto più difficile quando le strutture sono “offshore” e le società forniscono informazioni parziali o fuorvianti», ha detto. Un portavoce della Autorità maltese ha dichiarato ad Agipronews che – nell’ambito delle verifiche svolte nei mesi scorsi – «diversi fattori sono stati presi in considerazione, sia dal punto di vista geografico che del prodotto. Alla luce del modello di business prevalente in Italia e e del rischio di infiltrazione criminale, le compagnie con una proprietà italiana hanno in effetti un più alto tasso di rischio. In questo senso, la collaborazione tra autorità rimane un fattore chiave».  NT-LL/Agipro

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