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Ultimo aggiornamento il 14/10/2019 alle ore 13:49

Attualità e Politica

20/05/2019 | 11:07

Operazione Beta 2, Cassazione conferma custodia cautelare di un indagato: gravi indizi sulla gestione di slot illegali

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ROMA - Misura cautelare confermata per Giovanni Marano, uno degli indagati dell'operazione Beta 2. Si tratta della maxi-inchiesta che, lo scorso autunno, ha portato la DDA di Messina ad arrestare otto persone per associazione di tipo mafioso, traffico di influenze illecite, estorsione e turbata libertà degli incanti, aggravati dal metodo mafioso, poiché commessi per agevolare l’attività del gruppo Romeo-Santapaola. La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso dell'indagato - accusato di aver gestito l'attività relativa ai giochi e alle scommesse clandestine  - contro l'ordinanza del Tribunale di Messina. La Cassazione ha giudicato «congruo ed esaustivo» il provvedimento e la valutazione della gravità degli indizi. In particolare, si legge, il sodalizio criminale «aveva creato una rete di esercizi affiliati ove erano collocate le macchine da gioco e raccolte le scommesse, gestite anche tramite piattaforme informatiche non autorizzate» e che in tale organizzazione Marano aveva stretti rapporti con Vincenzo Romeo, nipote del boss Nitto Santapaola. L'indagato «si occupava della fornitura di macchine da gioco presso i vari esercenti» e di controllare «l'intero settore della distribuzione e della gestione di tali apparecchi», affiancando ad apparecchi legali anche le macchine illegali. LL/Agipro

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