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Ultimo aggiornamento il 15/10/2019 alle ore 17:04

Attualità e Politica

23/09/2019 | 10:43

Operazione "Scommessa", Cassazione conferma sequestro preventivo di 180mila euro per uno degli indagati

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ROMA - La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di 180mila euro disposto dal Gip del Tribunale di Bari nei confronti di Fabrizio Gerolla, consulente di marketing coinvolto nell'inchiesta "Scommessa". Si tratta dell'operazione che ha portato alla luce una "multinazionale" delle scommesse che, con il contributo della famiglia Martiradonna di Bari, avrebbe movimentato oltre 1 miliardo di euro, soldi sottratti al fisco italiano partendo da Malta e arrivando a Curaçao, alle Isole Vergini e alle Seychelles. Il sequestro era stato disposto proprio in base ai capi d'accusa mossi a Gerolla - associazione per delinquere, truffa aggravata e illeciti fiscali - per un ammontare di 180mila euro. Decisione che ha ricevuto l'ok della Cassazione, secondo cui «l'ordinanza impugnata contiene congrua motivazione» sulle cause che hanno portato al sequestro. «Gli elementi gravemente indiziari a suo carico ne identificano il contributo fornito al sistema di scommesse illegali, ben più ampio di quello di un mero dipendente», scrivono i giudici supremi. Gerolla, in particolare, è stato «il perno attraverso cui è stato possibile per il bookmaker Centurionbet - attraverso il brand comunitario Bet1128, quanto attraverso quelli extracomunitari nel tempo utilizzati - di realizzare su larga scala, con modalità illegali, raccolte, sia da banco che on line, delle scommesse». Il ricorso è quindi stato dichiarato inammissibile; nel frattempo, lo scorso giugno, il Tribunale di Bari ha revocato gli arresti domiciliari per Gerolla. Secondo la difesa, l’indagato non svolgeva attività di master ma di semplice dipendente delle società poste sotto sequestro, dalle quali percepiva uno stipendio fisso cui aggiungere una percentuale del 15% sul “net gaming”, regolarmente denunciato al fisco italiano. LL/Agipro

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