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Ultimo aggiornamento il 09/06/2026 alle ore 11:07

Attualità e Politica

09/06/2026 | 10:00

Sale scommesse a Rimini, a dieci anni dalla Legge Regionale sul “distanziometro” solo cinque sono ancora aperte: chiuse o spostate 31 attività

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Sale scommesse a Rimini a dieci anni dalla Legge Regionale sul “distanziometro” solo cinque sono ancora aperte: chiuse o spostate 31 attività

ROMA – Dieci anni fa i punti vendita di scommesse a Rimini erano 36; adesso, nel territorio comunale, ne restano appena cinque a causa dell’applicazione della Legge Regionale dell’Emilia-Romagna sulle distanze dai luoghi sensibili. È quanto riporta “Il Resto del Carlino”. La prima legge regionale del 2013 era stata integrata dalla legge del 2016 e dalla delibera attuativa del 2017, che stabilivano i criteri per le sale gioco vicine ai cosiddetti “luoghi sensibili”. In sostanza, la disciplina introdotta dalla normativa regionale vieta l’apertura e la permanenza di attività di gioco entro 500 metri da scuole, impianti sportivi, luoghi di culto, strutture sanitarie, centri di aggregazione giovanile e altri luoghi frequentati da persone potenzialmente vulnerabili. 
A seguito dei controlli effettuati dalle forze dell’ordine, il numero di attività si è progressivamente ridotto. Nel dettaglio, per quanto riguarda i corner scommesse presenti principalmente nelle tabaccherie, dei 13 esercizi censiti all’epoca soltanto uno rispettava i requisiti previsti dalla normativa. Gli altri 12 hanno cessato l’attività dopo i provvedimenti adottati dal Comune e la conclusione dei relativi contenziosi amministrativi dinanzi al Tar.

Più articolata la situazione delle sale scommesse con attività esclusiva. Delle 23 presenti nel 2017, 18 risultavano non conformi alle distanze previste dalla legge. Per queste attività sono stati emessi provvedimenti di cessazione, con la possibilità di trasferimento presso sedi idonee. Nove operatori hanno scelto di delocalizzare l’attività in altri comuni dell’Emilia-Romagna, mentre le altre nove sale hanno chiuso.

Infine, per quanto riguarda, le sale giochi e gli esercizi pubblici dotati di slot machine, la situazione appare diversa. In questi casi, infatti, non sono previsti né la chiusura degli esercizi né l’obbligo di trasferimento, bensì la rimozione del terminale di gioco. La scadenza originaria, fissata al 31 dicembre 2022, è stata però prorogata dalle successive leggi di bilancio. L’ultima proroga, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, sposta il termine al 31 dicembre 2026. Ne sono interessate 19 sale giochi e un centinaio di esercizi pubblici, tabaccherie e altri locali aperti al pubblico.

FRP/Agipro
 

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