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Bingo

17/10/2014 | 15:55

Bando bingo, Tar Lazio annulla: illegittime regole per offerte economiche

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bando bingo tar lazio annulla illegittime regole per offerte economiche

ROMA - Tutto da rifare per il bando di gara che avrebbe dovuto assegnare le 228 concessioni per il Bingo: il Tar Lazio ha annullato la procedura ritenendo "illegittime le previsioni" relative alle offerte economiche che avrebbero dovuto presentare i partecipanti. Nello specifico i giudici amministrativi hanno cassato la norma che prevedeva il versamento della metà dell'importo finale, che viola "il principio di segretezza delle offerte economiche" si legge nella sentenza. Non bastano i chiarimenti successivi forniti dai Monopoli, che avevano precisato come bastasse versare la metà della base d'asta, visto che si tratta di "una vera e propria modifica delle regole di gara (in violazione delle più elementari regole di trasparenza e par condicio)", e visto che comunque non sarebbe stata impedita "la potenziale conoscibilità delle offerte economiche già presentate.

Marcotti (Federbingo): "Bando annullato: ora chiarezza su norme locali, si attenda delega fiscale"

Per il bando del Bingo si dovrà ripartire da zero, o quasi, dopo che il Tar Lazio ha deciso di annullare la procedura di gara dei Monopoli di Stato, ritenendo illegittime alcune norme sulle offerte economiche. "E’ una decisione che accogliamo con favore, pur non avendo presentato direttamente ricorso - dice ad Agipronews Italo Marcotti, presidente di Federbingo, associazione che fa parte di Sistema Gioco Italia - la sentenza di fatto risolve le situazioni critiche che avevamo denunciato e per cui avevamo già chiesto ai Monopoli di spostare i termini per la presentazione delle domande". Ora però il bando dovrà essere riscritto, almeno in parte. "A questo punto è assolutamente necessario che la gara avvenga solo dopo l’attuazione della delega fiscale, in particolare dell’articolo 14 sui giochi, con cui il Governo dovrà sanare la sovrapposizione normativa tra la legge nazionale e le norme di Regioni e Comuni, anche per dare maggiori certezze agli operatori. Ora l’attenzione - prosegue Marcotti - si sposta completamente sulla problematica dei regolamenti comunali sugli orari, come quello appena approvato a Milano, che dimostra come anche con una licenza rilasciata dallo Stato i concessionari non sono liberi di poter godere di un diritto acquisito e di fare il proprio mestiere".

PG/Agipro

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