ROMA - In Brasile i legislatori hanno già presentato 54 proposte di emendamento al Decreto Legge (n. 1.394/2026), che vieta le scommesse e il gioco online nel Paese. La proposta del governo dovrà essere approvata da una commissione congiunta di deputati e senatori federali entro 120 giorni dalla pubblicazione. Dovranno inoltre essere presi in considerazione gli emendamenti proposti e potranno essere apportate possibili modifiche al testo originale.
Come riporta Focus Gaming News, tra i 54 emendamenti i più significativi riguardano le proposte di ritiro delle scommesse sportive dalle attività vietate dal provvedimento provvisorio. Per almeno sette parlamentari, dovrebbero essere vietati nel paese solo i giochi da casinò online. Inoltre, il deputato Carlos Roberto Rodrigues, propone la liberalizzazione di tutte le modalità di gioco operanti prima del Decreto Legislativo 1.394/2026, anziché il mantenimento di restrizioni alla pubblicità nel settore, bensì il divieto assoluto di pubblicità, compreso il divieto di acquisizione dei diritti di denominazione degli stadi di calcio. Non è stata ancora fissata una data per il dibattito in Congresso sulla proposta di legge.
Nel frattempo, la Procura Generale del Brasile (Agu) ha chiesto alla Corte Suprema Federale (Stf) di respingere le ingiunzioni preliminari presentate nell'ambito delle Azioni Dirette di Incostituzionalità (Ali) attualmente al vaglio del giudice Luiz Fux e di mantenere il divieto di scommesse. Come riporta iGB, secondo la Procura, la legislazione che disciplina le scommesse si è dimostrata "ampiamente lacunosa", con difficoltà nel proteggere i minori e gli adolescenti, nonché nel prevenire il riciclaggio di denaro e il finanziamento della criminalità.
L'Associazione Nazionale dei Giochi e delle Lotterie e l'Istituto Brasiliano per il Gioco Responsabile sostengono che l'interruzione violi la certezza del diritto e potrebbe spingere gli scommettitori verso il mercato nero. Tuttavia, in risposta a queste proteste, la Procura ha affermato che nella prima settimana dall'entrata in vigore del provvedimento provvisorio, sono stati bloccati 10.435 siti web illegali. Sono state inoltre presentate richieste di rimozione per oltre 3.000 pagine, profili, canali e gruppi. Ma, allo stesso tempo, l'agenzia non ha affrontato la questione delle migliaia di altri siti web creati dopo l'entrata in vigore del provvedimento provvisorio.
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