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Ultimo aggiornamento il 06/04/2020 alle ore 10:42

Estero

02/03/2020 | 15:25

Giochi, Breton (UE): "Le leggi nazionali degli Stati membri devono rispettare norme europee"

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ROMA - «La Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) ha ripetutamente riconosciuto che, in assenza di una normativa specifica per il settore del gioco, gli Stati membri possono limitare i servizi di gioco per salvaguardare vari interessi pubblici, come la lotta alla dipendenza da gioco e la protezione di consumatori e minori. La legislazione nazionale deve tuttavia rispettare le norme sul mercato interno stabilite dai trattati UE e interpretate dalla CGUE». È la risposta di Thierry Breton, commissario Ue al Mercato interno, all'interrogazione dell'europarlamentare britannico Dinesh Dhamija che ha chiesto alla Commissione UE «cosa intende fare per stabilire condizioni di parità per tutti gli operatori e tutte le forme di gioco e, allo stesso tempo, garantire un elevato livello di protezione per i consumatori e dei minori nell'UE».
«Gli operatori sono incoraggiati a ricorrere ai tribunali nazionali in caso di problemi con il diritto comunitario nel settore del gioco. La decisione della Commissione di non perseguire violazioni nel settore del gioco non pregiudica la valutazione giuridica dei tribunali nazionali nei singoli casi», ha chiarito. «La Commissione ha intrapreso una serie di iniziative per proteggere i consumatori dei servizi di gioco e per impedire ai minori di giocare. La cooperazione tra autorità di regolamentazione continua sulla base di un accordo di cooperazione amministrativa. A causa delle differenze significative tra gli Stati membri in termini di cultura, tradizioni e atteggiamenti nei confronti delle diverse forme di gioco, in questa fase la Commissione non intende intraprendere ulteriori iniziative settoriali specifiche», ha concluso.
MSC/Agipro

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