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Ultimo aggiornamento il 28/05/2022 alle ore 22:00

Estero

10/02/2022 | 11:47

ICE a Londra anche nel 2023 ma i “big” spingono per spostare la fiera in Europa: pesano le criticità organizzative dovute alla Brexit

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ICE Londra 2023 Europa Brexit

ROMA - Il gruppo tedesco Gauselmann, il gigante del gioco da 2,5 miliardi di euro e il secondo più grande espositore di ICE London, chiede lo spostamento in una sede UE della conferenza sul gioco «il prima possibile» a causa della Brexit, «il problema più serio» che riguarda l'evento internazionale.
Gauselmann è tra i circa 30 espositori che quest'anno hanno annunciato il proprio ritiro dalla conferenza, a causa delle preoccupazioni per il Covid, della vicinanza a Pasqua e della Brexit.
La decisione di far slittare l'evento di febbraio al 12-14 aprile è stata impopolare, ma la principale preoccupazione degli espositori deriva soprattutto dalle conseguenze della Brexit: secondo il portavoce di Gauselmann, Mario Hoffmeister, interpellato da Gambling Compliance, le criticità riguardano il trasporto su camion, i dazi doganali e l'alto costo dell'alloggio a Londra. Inoltre i dipendenti della società di catering tedesca, a causa della Brexit, avrebbero avuto bisogno di permessi di lavoro. Anche i cittadini dell'Unione Europea che la società assumeva per l'accoglienza hanno lasciato Londra perché non riuscivano a ottenere permessi di lavoro o a causa delle spese di soggiorno elevate. L'aumento dei prezzi degli alloggi rende Londra «sempre più cara e quindi meno attraente. Riteniamo che molte altre aziende del settore la vedano allo stesso modo, quindi, dal nostro punto di vista, l'ICE deve essere spostato nell'Europa continentale il prima possibile».
Gli organizzatori confermano che ICE rimarrà a Londra anche il prossimo anno – tornando probabilmente alla classica data di inizio febbraio - ma il futuro resta una questione aperta, ha detto il responsabile degli eventi di Clarion Gaming, Stuart Hunter. A maggio Clarion Gaming ha in programma un'indagine approfondita per determinare la migliore strategia per il futuro, con l’obiettivo di mantenere bassi i costi e individuare la migliore location. Secondo gli organizzatori, solo una trentina dei 450 espositori hanno fatto un passo indietro, anche se si tratta di alcuni dei più grandi: oltre a Gauselmann, anche l'austriaca Novomatic, la spagnola R Franco e Zitro, la britannica TCSJohnHuxley and Quixant e la bulgara EGT hanno cancellato la loro partecipazione all'ICE 2022, citando «difficoltà logistiche» legate al Covid e alla vicinanza con la Pasqua. Questa settimana anche le società olandesi Signs4U, REAC e Cash Support si sono ritirate, citando «costi extra per la Brexit e la spedizione di prodotti nel Regno Unito». Ice, secondo la stampa internazionale, potrebbe essere la fiera europea “più danneggiata” dalla Brexit, visto che almeno metà degli espositori proviene dal settore retail. Sbc Events, che organizza diversi eventi ogni anno, dichiara invece di essere meno colpita proprio perché i clienti sono in maggioranza operatori online.   
MSC/Agipro

Foto Credits Stefano Brivio (buggolo) CC BY 2.0 

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