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Ultimo aggiornamento il 17/08/2022 alle ore 15:25

Estero

16/06/2022 | 11:50

Olanda, il ministro della Giustizia "boccia" il divieto di pubblicità: "Il gioco non può essere trattato come il fumo"

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Olanda ministro Giustizia divieto pubblicità gioco

ROMA - «Non ritengo auspicabile un divieto generale di pubblicità per il gioco. Ogni sigaretta fa male alla salute, il gioco invece è una forma di svago e non causa problemi a una percentuale molto ampia di persone»: con queste parole, il ministro della Giustizia olandese, Franc Weerwind, incaricato delle questioni relative al gioco, ha bocciato l'idea di un divieto generalizzato della pubblicità del gioco, spiegando di non condividere il progetto di decreto del Belgio che limiterebbe severamente gli annunci di gioco e, in particolare, l'opinione di un ministro belga secondo cui «il gioco è il nuovo fumo».
«Il gioco d'azzardo ha dei rischi, a causa dei quali è importante che i giocatori siano ben protetti» da «una pubblicità eccessiva», ha detto Weerwind. L'Olanda considera la pubblicità del gioco come un modo per incanalare i giocatori verso siti web con licenza, ha spiegato il ministro. «Il giocatore olandese che vuole giocare online deve essere in grado di farlo in un ambiente legale e sicuro». 
Secondo il ministro, si legge su Gambling Compliance, il fatto che i giocatori olandesi abbiano trascorso più ore a giocare online dall'apertura del mercato regolamentato, lo scorso ottobre, non rappresenta necessariamente un dato negativo: circa nove giocatori online su dieci stanno utilizzando operatori autorizzati, ben al di sopra dell'obiettivo dell'80%, aveva spiegato il presidente della Netherlands Gambling Authority (KSA), Rene Jansen, ai membri del parlamento in una tavola rotonda sul gioco lo scorso 9 giugno.
Inoltre, non ci sono dati sufficienti per determinare se i giovani stanno diventando dipendenti dal gioco a tassi più elevati rispetto agli anziani: il 17% degli account finora è stato creato da persone di età compresa tra 18 e 24 anni, che rappresentano solo l'11% della popolazione.
MSC/Agipro

Foto Credits Elias Rovielo CC BY-NC-SA 2.0

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