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21/11/2017 | 10:02

Scommesse sportive, Corte suprema Usa: il New Jersey deposita la documentazione per chiedere legalizzazione

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Scommesse sportive Corte suprema Usa New Jersey

ROMA - Si avvicina l’udienza per la legalizzazione delle scommesse sportive negli Usa: la Corte Suprema affronterà la richiesta presentata dal New Jersey il prossimo 4 dicembre. Lo Stato americano - che ha anche il supporto di Mississippi e Connecticut - ha depositato in questi giorni le memorie che accompagnano il ricorso: l’obiettivo è mettere fine alle norme federali che proibiscono l’accettazione di scommesse sportive nei singoli Stati.

La richiesta di intervento della Corte è stata avanzata dal governatore del New Jersey, Chris Christie, e punta a ottenere la regolamentazione delle giocate sullo sport, dopo che sono già state autorizzate le giocate online per poker e casinò. Il primo disegno di legge è stato presentato nel 2011, ma le leghe sportive professionistiche hanno da subito iniziato la battaglia legale per vietare la partenza delle giocate. Ad agosto dello scorso anno la regolamentazione è stata bocciata dalla Corte Federale, il giudizio della Corte suprema potrebbe però ribaltare la situazione.

La strategia dei legali del New Jersey adesso sarà differente: invece di chiedere direttamente la possibilità di regolamentare, adesso si punta all’abrogazione delle norme che impediscono l’accettazione delle giocate. Il divieto risale al 1992: il Professional and Amateur Sports Protection Act (Paspa) non consente ai singoli stati l’apertura delle scommesse, ad eccezione di Nevada, Oregon, Montana e Delaware. Solo il Nevada, però, ha effettivamente dato il via alle giocate.

“Il Paspa vieta alle singole amministrazioni statali di legiferare su un settore, imponendo dei vincoli alla regolamentazione - si legge nella memoria da 36 pagine, depositata dall’avvocato Ted Olson - gli Stati non possono legalizzare le scommesse, ma non viene espressamente vietato di accettare scommesse. Senza questa previsione dal Governo centrale, ci troviamo di fronte al paradosso di un settore che può essere legalizzato dai singoli Stati, ma non regolamentato, un paradosso che dovrebbe essere sanato abrogando la norma”.

PG/Agipro

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