Agipronews

Hai dimenticato la password?

Ultimo aggiornamento il 15/11/2018 alle ore 12:47

Estero

01/02/2018 | 15:00

Scommesse sportive, Usa: la Nba pronta alla rivoluzione, se passa la legalizzazione punta all’1% delle giocate

facebook twitter google pinterest
Scommesse sportive Usa giocate

ROMA - Si incrina il fronte anti scommesse fra le principali federazioni sportive americane: la Nba ha deciso che è tempo di pensare al futuro e di lanciarsi in un business ricchissimo, in vista della decisione della Corte Suprema che - nei prossimi mesi - potrebbe abolire il divieto federale sulle scommesse sportive. «È tempo di cambiare approccio - ha spiegato alla commissione di New York sul gambling Dan Spillane, consulente della Nba - serve un provvedimento sulle scommesse che comprenda tutti gli aspetti e sia da modello per i 50 Stati». La ricetta della Nba è semplice: innanzitutto monitorare le scommesse per evitare truffe e alterazioni dei risultati sportivi, garantire gli scommettitori, permettere alle leghe di porre il veto su alcuni tipi di giocata, aprire le puntate anche all’online, ma soprattutto garantire un ritorno economico a chi organizza gli eventi. Secondo l’Nba una quota “fair” potrebbe essere l’1% di tutto il volume di gioco, ma su questo si aprirebbero altri margini di trattativa.
Proprio uno scandalo scommesse in Nba - nel 2007 - bloccò ogni iniziativa per la legalizzazione del settore: un arbitro venne “pizzicato” a scommettere - in maniera del tutto illegale - sulle partite che dirigeva. Dopo qualche tempo fu lo stesso commissario della federazione, David Stern, a ipotizzare che proprio la legalizzazione del gioco avrebbe potuto portare a un maggior controllo. Da allora è stata fatta parecchia strada, soprattutto in materia di sicurezza, con la federazione statunitense che ha sottoscritto una partnership con Sportardar, l’azienda leader nel monitoraggio dei flussi di gioco, per contrastare ogni tentativo di combine.
Il volume d’affari delle scommesse sportive illegali negli Stati Uniti d’America - secondo un’analisi della società H2 Gambling Capital - è di oltre 196 miliardi di dollari l’anno, circa 165 miliardi di euro, pari al 97% di tutte le giocate effettuate dai cittadini Usa, mentre al netto delle vincite il margine è stato di 10,4 miliardi di dollari, circa 8,8 miliardi di euro.
Se tutto questo volume di gioco venisse canalizzato in un nuovo assetto legalizzato, alle leghe - nelle speranze dell’Nba - finirebbero circa 2 miliardi di dollari l’anno. Un business che potrebbe far cambiare idea anche alle altre principali federazioni sportive che riuniscono le franchigie di baseball (Mlb), football americano (Nfl) e hockey (Nhl).
Sulle ipotesi di fondi e ricavi pesa però ancora un enorme “se”: prima di dare il via alle giocate si dovrà attendere il responso della Corte Suprema, atteso nei prossimi mesi. A dicembre dello scorso anno è stato discusso il ricorso presentato dal New Jersey - appoggiato anche da Mississippi e Connecticut - contro il divieto sulle scommesse sportive contenuto nel Professional and Amateur Sports Protection Act (Paspa). Il blocco risale al 1992: il Paspa non consente ai singoli stati l’apertura delle scommesse, a eccezione di Nevada, Oregon, Montana e Delaware. Solo il Nevada, però, ha effettivamente dato il via alle giocate.
La richiesta di intervento della Corte è stata avanzata dal governatore del New Jersey, Chris Christie, e punta a ottenere la regolamentazione delle giocate sullo sport, dopo che sono già state autorizzate le giocate online per poker e casinò. Il primo disegno di legge è stato presentato nel 2011, ma le leghe sportive professionistiche hanno da subito iniziato la battaglia legale per vietare la partenza delle giocate. Ad agosto del 2016 la regolamentazione è stata bocciata dalla Corte Federale, il giudizio della Corte suprema potrebbe però ribaltare la situazione. La strategia dei legali del New Jersey, per l’ultimo ricorso, si è basta su un nuovo approccio: invece di chiedere direttamente la possibilità di regolamentare, si punta all’abrogazione delle norme che impediscono l’accettazione delle giocate.
Che la questione sia calda, lo dimostra il fatto che sulla legalizzazione delle scommesse si punta non solo in ambito sportivo: la Verizon, una delle principali società di telecomunicazioni attive negli Usa, sta valutando un possibile ingresso nello sport betting. Secondo Bloomberg, la valutazione è stata commissionata anche per dare seguito all’acquisto di Yahoo, che ha portato in dote anche il business sui fantasy sport (un tipo di gioco a metà strada tra le scommesse e il fantacalcio). Un asset che potrebbe anche espandersi verso le puntate più tradizionali, se la Corte Suprema dovesse dare il via alla rivoluzione per il betting. Proprio grazie alle norme sui fantasy sport, le scommesse sportive potrebbero espandersi in maniera rapida in almeno 18 Stati, che regolamentano questo tipo di gioco: un giudizio favorevole al New Jersey aprirebbe in tempi brevi la possibilità di dare il via alle puntate, tra gli altri, anche a New York, in Florida e in California.
PG/Agipro

Breaking news

Ti potrebbe interessare...

x

AGIPRONEWS APP
Gratis - su Google Play
Scarica

chiudi Agipronews
Accesso riservato

Per leggere questa notizia occorre essere abbonati.
Per info e costi scrivere a:

amministrazione@agipro.it

Sei già abbonato?
Effettua il login inserendo username e password