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Ultimo aggiornamento il 20/09/2018 alle ore 19:01

Estero

15/05/2018 | 15:22

New Jersey, per il via libera alle scommesse sportive 7 milioni di euro in spese legali

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Usa scommesse sportive New Jersey

ROMA - Scommettere sullo sport non sarà più vietato a livello federale negli Stati Uniti d’America: il New Jersey ha vinto la guerra legale in Corte Suprema, dopo diverse battaglie durate anni e costate in spese legali oltre 8,6 milioni di dollari, circa 7 milioni di euro. La parcella è stata resa nota dagli stessi legislatori dello Stato americano, con il contenzioso iniziato nel 2012 e prolungatosi fino a oggi: spese legali che lo Stato ha coperto proprio grazie alle entrate dagli altri giochi, primi tra tutti i casinò - che dal 2013 possono offrire puntate anche online - e dalle scommesse sulle corse ippiche.

Secondo l’American Gaming Association il giro d’affari delle scommesse sportive negli Usa è valutabile in circa 125 miliardi di dollari all’anno, di cui il 97% viene investito su circuiti illegali.

Dunque, si prevede che adesso moltissimi Stati, anche per aumentare gli introiti erariali, passeranno alla regolamentazione del settore scommesse. Secondo la American Gaming Association 17 dei 50 Stati dell’Unione hanno già approvato o hanno in cantiere disegni di legge a riguardo ( che dunque potranno diventare effettivi), mentre si stima che 32 dei 50 Stati saranno pronti a offrire scommesse sportive nel giro di cinque anni.

Ieri la Corte Suprema ha dichiarato incostituzionale il “Professional and Amateur Sports Protection Act”, una legge firmata nel 1992 dall’allora presidente George Bush, per preservare l’integrità dello sport. Un provvedimento che proibiva di fatto le scommesse sportive sul suolo Usa, lasciando solo a quattro Stati (Nevada innanzitutto, poi Delaware, Montana e Oregon, seppure con alcune limitazioni) la possibilità di accettare gioco.


La vicenda è arrivata fino alla Supreme Court grazie alla battaglia legale portata avanti dal governatore del New Jersey Chris Christie, il quale nel 2012 aveva firmato un disegno di legge che legalizzava le scommesse nel suo Stato. Christie incontrò l’ostilità delle principali leghe sportive, che hanno portato il testo in tribunale ottenendo vittorie su vittorie. A giugno 2017, però, il caso ha destato l’interesse della Corte Suprema che ha ascoltato le parti lo scorso 4 dicembre ed emesso il proprio verdetto a 5 mesi di distanza. «Spetta al Congresso legiferare sulle scommesse sportive, ma se quest’ultimo non lo fa, allora gli Stati possono farlo in autonomia - si legge nella pronuncia della Corte - il nostro lavoro è interpretare le leggi che il Congresso ha approvato e decidere se sono in linea con la Costituzione. E il PASPA non lo è».

PG/Agipro

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